sabato,Ottobre 31 2020

Cittadinanza onoraria a Roberto Di Bella: «A Reggio Calabria lascio il cuore»

Il presidente del tribunale dei minori, ideatore del progetto “Liberi di scegliere” saluta la città ed accoglie il tributo proposto dall’associazione Biesse

Cittadinanza onoraria a Roberto Di Bella: «A Reggio Calabria lascio il cuore»

Una nuova vita per chi la vita ce l’aveva segnata da una cattiva stella alla nascita. I figli dei mafiosi lontani dalle loro famiglia, non per punizione, ma per ricominciare. Innovativo, rivoluzionario e risolutivo il progetto “Liberi di scegliere” che, in tanti anni di lavoro, il giudice Roberto Di Bella ha portato avanti come presidente del Tribunale dei minori di Reggio Calabria. Oggi il sindaco Giuseppe Falcomatà ha tributato al giudice la cittadinanza onoraria di Reggio Calabria. Con una cerimonia formale nella sala Battaglia di palazzo San Giorgio. Alla presenza di tutte le alte rappresentanze delle forze dell’ordine e del prefetto Massimo Mariani e del questore Maurizio Vallone. Insieme al procuratore Ottavio Sferlazza, al presidente Luciano Gerardis, al pm Stefano Musolino.

E di certo lo stesso Di Bella non avrebbe potuto immaginare che il progetto, mattone dopo mattone, stava portando ad una grande novità, il cui clamore è arrivato oltreoceano, dopo essere diventato prima un libro e poi un film. Un lavoro portato avanti, con l’associazione Biesse nelle scuole di Reggio e provincia e che da settembre diventerà parte integrante delle ore di educazione civica in sei scuole che hanno adottato “Liberi di scegliere” come libro di testo.

Siviglia: «Un atto dovuto per un lavoro di 25 anni»

«È una grande emozione anche per me – chiarisce Bruna Siviglia, presidente di Biesse – perché credo che la cittadinanza onoraria al presidente sia un atto dovuto. Mi sono fatta portavoce delle tante richieste della popolazione reggina che si sentiva in debito nei confronti di questo magistrato che ha fatto la rivoluzione della giustizia minorile. Il sindaco ha accolto nell’immediatezza la mia proposta, un atto dovuto per un lavoro di 25 anni. Il presidente Di Bella ha portato a Reggio un suo percorso unico, straordinario e virtuoso che è “Liberi di scegliere”. Le sue parola “la ‘ndrangheta non si sceglie, si eredita” sono diventate il simbolo della legalità e la libertà come valore inestimabile è tornata ad essere a di tanti giovani ragazzi, delle loro madri, come strumento di recupero e di riscatto per una vita nuova.

Il giudice ha avuto il coraggio di non fermarsi alla sentenza, al giudizio ma di tendere la mano perché la giustizia non può essere solo repressione ma deve lavorare col cuore. Straordinario e disarmante il suo approccio con la giustizia minorile. Parlando col cuore in mano fa breccia nel cuore dei ragazzi perché viene meno quella distanza tra Stato, società civile e giovani che hanno bisogno di fidarsi, hanno bisogno di testimoni credibili».

Falcomatà: «Ci ha insegnato che nessuno nasce con un destino già scritto»

«Grazie per il modo in cui lo ha fatto, per il modo in cui ha svolto il ruolo di istituzione all’interno della città – afferma il sindaco – Lei si è aperto alla città e la città lo ha sentito. La richiesta per questa cittadinanza onoraria viene dai cittadini. È stato un percorso partecipato per tutto quello che lei ha rappresentato per la città. Per chi svolge un lavoro come il suo la sensibilità non può mancare. Le buone prassi che il tribunale dei minori ha portato avanti in questi anni, insieme alla riforma della confisca dei patrimoni dei mafiosi ed all’assegnazione dei beni è uno degli elementi più importanti per l’aggressione culturale alla ‘ndrangheta, perché si rompe il vincolo familiaristico culturale che la tiene insieme.  Da Reggio Calabria si lancia un messaggio al Paese: nessuno nasce con destino già scritto, ognuno può scrivere la pagina del futuro della propria vita in modo diverso – ed ha concluso sottolineando – lei è di diritto nel pantheon delle figure che hanno dato lustro alla città. Non si libererà facilmente di noi rimarrà per sempre legato alla nostra città».

Di Bella: «Ho assistito ad una crescita di consapevolezza dei ragazzi»

«Abbiamo tracciato un percorso culturale ancor prima che giudiziario e i suoi effetti si stanno già vedendo. Sono emozionato e contento di questo riconoscimento perché dopo 25 anni mi sento reggino d’elezione – evidenzia Di Bella – Tra qualche giorno andrò via perché gli incarichi hanno una scadenza.

E questo un po’ mi dispiace, sono profondamente legato a questa città, a questo territorio e ai suoi cittadini. Ovunque andrò Reggio Calabria resterà nel mio cuore, nel ricordo di tanto momenti belli, certo non nascondo anche momenti difficili, in un territorio che non .Ho incontrato tante persone meravigliose soprattutto le nuove generazioni. Ho assistito ad una crescita in termini di consapevolezza dei ragazzi e penso che Reggio riscatterà Reggio. Il futuro sarà radioso. Anche se la meta è lontana ora è all’orizzonte del nostro sguardo. Abbiamo iniziato caso per caso senza alcuna strategia. Non pensavo a tutto questo». E, in conclusione, «Lascio tanti amici, colleghi meravigliosi con cui ho condiviso rapporti molto intensi».