giovedì,Ottobre 29 2020

Riapertura scuole, Falcomatà: «Svuotare lo zaino dalle paure»

Gli auguri del sindaco agli studenti reggini: «Riempiamolo di sogni, amore, cura, conoscenza e libri»

Riapertura scuole, Falcomatà: «Svuotare lo zaino dalle paure»

«L’anno scolastico che sta per cominciare si carica di un’attesa e di un’importanza maggiori rispetto al passato. State per tornare in classe al termine di un periodo di sospensione delle lezioni in presenza, che è stato molto più lungo delle vacanze estive a cui eravate ed eravamo abituati.

La pandemia di coronavirus ha improvvisamente interrotto la nostra vita sociale, lavorativa e di studio, cambiando molto dei paradigmi della nostra esistenza». Inizia così una lunga lettera firmata dal sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà indirizzata agli studenti che oggi ritornano tra i banchi di scuola dopo il lockdown.

«Siamo stati espropriati di una parte della quotidianità, fatta di condivisione di tempo e spazio con i compagni di classe, con gli amici, con i docenti, con il personale scolastico. Siamo arrivati così a oggi, con lo zaino pieno di incertezze e di paure. Il mondo è diverso da come lo avevamo conosciuto fino al marzo scorso, all’alba del lockdown. In questi difficili mesi, tuttavia, sono accaduti anche fatti positivi, che vi esorto a considerare una stella polare in grado di orientarvi lungo la rotta che intraprenderete nei mesi a venire».

«L’Italia, l’Europa e il mondo si sono visti più fragili, ma anche più umani. Nel nostro Paese abbiamo riscoperto il valore della solidarietà, sancito dalla Costituzione della Repubblica. Abbiamo dimostrato attitudine al rispetto delle regole, serietà e attenzione nella tutela del bene primario della salute, vicinanza e sensibilità verso il prossimo. Abbiamo sentito l’orgoglio di essere italiani, e di esserlo senza distinzione alcuna, da Bolzano a Lampedusa passando per Reggio Calabria».

«In vista dell’inizio dell’anno scolastico, l’Amministrazione comunale ha fatto del suo meglio per mettere tutti gli studenti nelle condizioni di ritornare in aula in condizioni di sicurezza. Non è stato semplice: abbiamo dovuto fare i conti con difficoltà e ritardi nell’erogazione dei fondi, ma siamo intervenuti con la manutenzione ordinaria ed i lavori di bonifica e messa in sicurezza in tutti gli istituti comprensivi, completando anche la sanificazione dei locali che hanno ospitato i seggi delle elezioni comunali».

«Già dallo scorso mese di agosto abbiamo attivato uno stretto coordinamento con i dirigenti scolastici e, grazie alla loro disponibilità e al loro senso di responsabilità, abbiamo condiviso ogni necessità, rispondendo prontamente alle esigenze segnalate sui diversi plessi. È stato un impegno gravoso che ci ha condotto ad allargare gli spazi disponibili, a conformare gli edifici scolastici alle disposizioni anti-Covid, a reperire nuovi locali da destinare ad aule. Presto sarà completato anche l’iter per l’acquisto di tensostrutture mentre le poche criticità ancora esistenti saranno risolte nel volgere di qualche giorno».

«È il frutto di un’opera che si è svolta nel segno della continuità con il lavoro degli ultimi sei anni, in cui abbiamo considerato l’edilizia scolastica un’urgenza e, al tempo stesso, una priorità della nostra azione amministrativa. Tornando alla prima campanella, l’inizio delle lezioni rappresenta un momento di eccezionale significato in questa fase storica: per voi studenti, per noi genitori, per i docenti, per l’intero mondo dell’istruzione, a cui vogliamo venga restituita piena centralità nelle politiche di sviluppo del Paese».

«È dalla scuola, infatti, che parte la costruzione di una società migliore. Più preparata ad affrontare i problemi. Più equa e inclusiva. Più colta ed evoluta. Dalla scuola passa la formazione di una classe dirigente e politica capace di assumere le decisioni giuste per orientare il futuro della nostra comunità. Nella scuola si generano i fermenti intellettuali che stanno alla base delle rivoluzioni sociali, culturali, economiche e produttive da cui nasce il futuro, e in essa cresce la coscienza della comunità dei cittadini. A scuola si coltivano le passioni per le lettere, per l’arte, soprattutto per la scienza: la pandemia si combatte anche così. Per questo, care ragazze e cari ragazzi, vi invito a studiare e a farlo al massimo delle vostre capacità. La Reggio che sarà tra dieci, venti o trent’anni – una Reggio nella quale vogliamo voi restiate per scelta – nasce già oggi, ogni giorno, su quei banchi».

«Per questo, auguro buon anno scolastico a tutti voi. E ai vostri insegnanti, generosi e appassionati, ai quali rivolgo l’auspicio di vivere al meglio la responsabilità che deriva dall’alto compito a cui sono chiamati: nei loro confronti nutro sentimenti personali di gratitudine e ammirazione. Ma rivolgo un pensiero anche ai vostri genitori, provati da questi mesi lunghi come anni. Le loro ansie, le loro preoccupazioni e la loro stanchezza compongono un fardello che appartiene a tutti noi. Condividiamolo: graverà di meno su ciascuno di noi, e tutti insieme, nel rispetto delle misure di precauzione necessarie, riusciremo a farne svanire il peso. Adesso, ragazzi, è il momento di mettersi in cammino con lo zaino in spalla. Prima, però, svuotiamolo dalle incertezze e dalle paure e riempiamolo di amore, di cura, di sogni, di libri. Buona vita e buon cammino a tutti».