lunedì,Gennaio 25 2021

Bovalino, Racco: «Scuole chiuse? Sacrificio ingiusto per i bambini»

Il garante per l'infanzia scrive alle autorità: «Tutto questo pone le famiglie in un disorientamento senza precedenti. Dove è finita la tutela dei più piccoli?»

Bovalino, Racco: «Scuole chiuse? Sacrificio ingiusto per i bambini»

La Garante per l’infanzia di Bovalino, dopo le diverse segnalazioni ricevute, ha rivolto un appello alle autorità competenti affinché prendano scelte concertate in merito alla chiusura delle scuole, al fine di evitare un sacrificio ingiusto ai bambini calabresi.

«Quello che sta accadendo ai bambini calabresi, ed in particolare a quelli della locride, non è più accettabile – si legge nella lettera – E’ vero, siamo in un particolare momento di emergenza e incertezza e dobbiamo essere tutti pazienti, ma oggi si è superato ogni limite: scuole nuovamente chiuse dopo un solo giorno in presenza. Tutto questo pone le famiglie in un disorientamento senza precedenti; non è sopportabile per la mente di un adulto, figuriamoci per quella di un bambino».

«Qualcuno deve spiegare il perché di scelte cosi discordanti tra loro e, sopratutto, perché chiediamo solo ed esclusivamente ai minori un sacrificio cosi grande. Dov’è finita la tutela dei bambini? L’abbiamo messa sotto i piedi. Stiamo devastando le loro menti, li abbiamo messi all’ultimo posto. Di solito sono gli adulti che si prendono cura dei bambini, oggi stiamo assistendo ad un inversione di ruolo. Stiamo chiedendo ai più piccini di sacrificare la loro vita e la sana costruzione della loro personalità per proteggere gli adulti che, per una serie di motivi, non riescono a gestire l’emergenza covid se non con la chiusura delle scuole».

«Se è necessario arrestare la crescita dei contagi, ben venga la chiusura delle scuole, ma come atto estremo, non come prima scelta. Tutti i bambini stanno soffrendo per questa assurda situazione, ma ancor più i bambini che vivono in una situazione di fragilità e marginalità. Pensiamo ad esempio a coloro che vivono situazioni difficili in famiglia, vittime di dinamiche altamente conflittuali oppure minori provenienti da contesti socio culturali svantaggiati per i quali la scuola è l’unica speranza per non rimanere confinati ai margini della società».

«Sono stati posti in essere provvedimenti senza fornire aiuti concreti alle famiglie. Così, oggi ci sono bambini parcheggiati davanti ad un tablet o abbandonati a se stessi perché il genitore è a casa sì, ma in smart working. Ci sono i bambini che quotidianamente vengono affidati ai nonni (esponendoli al contagio), perché per fortuna ancora ci sono genitori che lavorano. E poi ci sono tutti i bambini e gli adolescenti deprivati dagli stimoli necessari che avranno tremende ripercussioni in termini di varie psicopatologie, prime fra tutte ansia e depressione».

«Sono moltissime le segnalazioni che ho ricevuto in questi giorni e, con la presente, rivolgo a Voi un appello, affinché in maniera concertata possiate prendere le scelte future senza creare confusione e disorientamento, perché i bambini calabresi non hanno niente in meno degli altri bambini e non devono subire le conseguenze di continue contraddizioni».

«Nel resto d’Italia i bambini frequentano la scuola, diverse attività extrascolastiche in presenza. Seppur con mille difficoltà e tante privazioni, nel resto d’ Italia la vita va avanti, mentre qui, nella nostra amata terra la vita si è fermata, ma attenzione si è fermata solo per i bambini e gli adolescenti, che fondamentalmente sono gli unici ad essere rinchiusi in casa. Questa è una grave ingiustizia e, come autorità competenti e’ necessario spiegare a queste vittime innocenti e alle loro disperate famiglie il perché di tutto questo e, soprattutto, come si intende proseguire nei prossimi mesi che di certo non vedranno la nostra terra a contagio zero».