venerdì,Aprile 16 2021

Reggio Calabria, l’emporio Genezareth di Cannavò e la solidarietà che nutre corpo e anima

Rimasti al fianco delle famiglie in difficoltà, i volontari dell’emporio da anni accolgono e ascoltano

Reggio Calabria, l’emporio Genezareth di Cannavò e la solidarietà che nutre corpo e anima

di Anna Foti – La solidarietà resta di casa nel quartiere di Cannavò, che la pratica come esperienza quotidiana già da prima che questa emergenza sanitaria travolgesse soprattutto le persone più vulnerabili. Tra le esperienze più importanti promosse nel quartiere, c’è infatti quella dell’emporio della solidarietà Genezareth, allestito dal 2013 nella chiesa di Riparo, nella zona collinare di Reggio Calabria, da anni punto di riferimento per centinaia di famiglie in difficoltà.

Grazie al sostegno della Caritas diocesana, della fondazione Clara Travia Cassone e delle associazioni, alle donazioni dei privati e al supporto del banco delle Opere di carità di Cirò, con cui è in corso una convenzione, l’emporio mette a disposizione di famiglie disagiate pasta, pane, salsa, biscotti, riso e altri beni di prima necessità ma soprattutto calore, accoglienza, umanità.

«Durante questi mesi di pandemia ci siamo confrontati anche con tante situazioni nuove. Nuove povertà sono nate dove prima c’era un po’ più di benessere. Tante le famiglie che continuiamo a conoscere, in cui qualcuno ha perso il lavoro; numerosi i liberi professionisti che non hanno fruito di alcun beneficio o ristoro e che si sono trovati improvvisamente in difficoltà. Ci rendiamo conto di quanto sia difficile venire qui e chiedere e per questo noi siamo sempre molto attenti all’aspetto umano e, prima ancora che aprire le porte del nostro piccolo market, accogliamo e ascoltiamo. Diamo il nostro cuore e le persone che abbiamo finora incontrato danno, a loro volta, tantissimo anche a noi. Ci ricordano quanto sia importante vivere al servizio del prossimo», ha raccontato Angela Branca, volontaria dell’Emporio Genezareth da otto anni.

Una presenza, quella dei volontari e delle volontarie dell’emporio, che il covid non ha intaccato anche se è stato necessario riorganizzarsi e contingentare gli ingressi. «Ciò che più ci manca – ha raccontato la volontaria Angela Branca – è la presenza gioiosa dei più piccoli che correvano a giocavano fuori durante l’attesa». L’emporio è, così, un luogo speciale un luogo speciale, non solo perché si fa la spesa e alla cassa non si paga ma perché qui ci si sente a casa, accolti, ascoltati e aiutati.

«Qui, ho sempre trovato conforto oltre che aiuto materiale. I volontari e le volontarie sono persone eccezionali che ascoltano e sostengono, specie in questo lungo momento di emergenza sanitaria», ha testimoniato Angelica Spanti. In questi anni di attività l’emporio è, dunque, diventato un punto di riferimento per centinaia di famiglia, oggi circa 550, provenienti non solo da Reggio città ma anche dal territorio metropolitano compreso tra Scilla e Melito Porto Salvo e Montebello Jonico. Tante sono state ultimamente le nuove fragilità perché tante sono le famiglie che la pandemia da Covid 19 sta anche impoverendo economicamente.

«Con questo servizio testimoniamo il Vangelo e ci impegniamo a vivere questo momento di difficoltà insieme a chi ne è stato più colpito. Qui possono venire tutti, non importa la confessione religiosa, contano la fratellanza e l’amore. Scriviamo insieme una storia di solidarietà fatta di persone che vengono a conoscerci perché hanno bisogno e che poi scelgono di aiutarci e di diventare volontari a loro volta. Uno scambio che arricchisce tutti e che ci aiuta, specie in questo momento in cui ognuno di noi è profondamente chiamato a interrogarsi su come e quanto tutto ciò che sta accadendo ci cambierà», ha commento don Nino Russo, parroco di Riparo-Cannavò e direttore dell’emporio Genezareth.

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