venerdì,Aprile 16 2021

Il Premio “8 marzo” ad Maria Antonietta Rositani, Ilaria D’Anna, Rosa Furfari e Mafalda Pollidori

Il sindaco Falcomatà ha consegnato loro una pergamena ed un fazzoletto giallo quale riconoscimento di un vissuto e di una storia che le eleva ad esempio per l’intera collettività

Il Premio “8 marzo” ad Maria Antonietta Rositani, Ilaria D’Anna, Rosa Furfari e Mafalda Pollidori

Maria Antonietta Rositani, Ilaria D’Anna, Rosa Furfari e Mafalda Pollidori sono le prime reggine ad aver ricevuto il premio “8 marzo”, un’iniziativa promossa dal Comune di Reggio Calabria e sostenuta dalla Città metropolitana in occasione della Giornata internazionale della donna.

Nel corso di una cerimonia in Piazza Italia, nel rispetto delle normative anti-Covid, il sindaco Giuseppe Falcomatà ha consegnato loro una pergamena ed un fazzoletto giallo quale riconoscimento, per motivi diversi, di un vissuto e di una storia che le eleva ad esempio per l’intera collettività come dimostrazione della quotidiana battaglia per l’affermazione dei diritti delle donne. Al tavolo dei relatori e delle relatrici hanno preso parte anche Giuggi Palmenta, assessore comunale alle Pari opportunità, Enzo Marra, presidente del Consiglio comunale, il Consigliere metropolitano delegato alle Pari Opportunità, Filippo Quartuccio, e Paola Carbone, consigliera di parità alla Città metropolitana.

«L’idea – ha detto il sindaco – è quella di non banalizzare la Giornata internazionale della donna riducendola soltanto ad una festa, ad un momento, seppur gentile e apprezzato, nel quale si fa dono della mimosa. Ciò non basta, non può bastare. Le istituzioni devono e possono fare di più. Vogliamo, quindi, istituzionalizzare questo premio portandolo ad essere una nuova benemerenza della Città di Reggio Calabria che, accanto al San Giorgio d’oro ed all’assegnazione della Cittadinanza onoraria, promuova quelle reggine che sin sono distinte nel loro settore, nel lavoro, nello sport, nella cultura o nel sociale e che sono testimonianza di coraggio e riscatto facendo, della loro vita, un vero e proprio capolavoro. Con questo riconoscimento la comunità vuole semplicemente dire grazie a queste persone che diventano, ancora di più, un faro ed un esempio da seguire per ognuno di noi».

Secondo il primo cittadino, infatti, «è ancora necessario riflettere sulla condizione della donna nel 2021, sulle conquiste nei vari spazi di riferimento e su quella che è ancora la strada da percorrere».

«In questo anno drammatico – ha aggiunto Giuseppe Falcomatà – le donne sono risultate fra i soggetti più fragili per quanto concerne l’aspetto economico e sociale. Circa 300 mila donne, infatti, hanno perso il lavoro nel periodo pandemico. Un dato che fa maggiormente riflettere se si pensa che l’Italia è fanalino di coda, in Europa, rispetto all’occupazione femminile». Stesso discorso vale per la politica dove gli «spazi di rilevanza delle donne sono purtroppo molto ristretti». «E non è una situazione che si possa risolvere con non meglio specificate quote – ha affermato il sindaco – che risuona, tra l’altro, persino come un insulto rispetto a quella che dovrebbe essere una riflessione più seria, ampia e profonda. Nel neo Consiglio metropolitano, nonostante la presenza proprio delle quote all’interno delle liste per il suo rinnovo, non siede alcuna donna. E’ una considerazione che deve farci riflettere».

Il sindaco si è, poi, concentrato «sul dato allarmante delle violenze domestiche fisiche e mentali subite, quotidianamente, da mamme, figlie e mogli». «Ringraziamo – ha continuato Falcomatà – tutte le persone impegnate nei centri Anti violenza che svolgono un lavoro prezioso e fondamentale per la nostra società». Nel rilanciare la proposta di realizzare la Casa delle donne, il sindaco ne ha riconosciuto l’alto valore in termini di «accoglienza e speranza» che consente di «ripartire e autodeterminarsi».

Dall’assessore Giuggi Palmenta è, quindi, arrivata la proposta di indicare una donna quale presidente della costituenda Commissione comunale alla Toponomastica per «portare avanti l’dea delle vie al femminile e ricordare le nostre donne che hanno fatto dell’impegno e del sacrificio baluardo di una vita spesa per il nostro territorio».

«Il cammino per la parità di genere – ha affermato la delegata di giunta – è ancora lungo, soprattutto in determinati ambiti. Negli ultimi mesi, per esempio, sono scomparse circa 4000 imprese a conduzione femminile e sono molti i settori su cui devono ancora intervenire la politica e le istituzioni per arrivare ad un radicale ed auspicato cambiamento».

Mentre il consigliere metropolitano Filippo Quartuccio ha ribadito il proprio impegno nel settore delle Pari opportunità, il Presidente del consiglio Enzo Marra ha celebrato «il simbolo della rinascita costante della donna» accogliendo favorevolmente, fra l’altro, l’idea di affidare ad una reggina la presidenza della commissione Toponomastica come «gesto importante e dovuto».

Nel merito del Premio “8 marzo” è entrata la Consigliera metropolitana di parità, Paola Carbone che, nel corso del suo intervento, ha ricordato Fausta Ivaldi, «una donna meravigliosa che ha avuto cura di tutte le anime gentili di Reggio Calabria».

«Nella Giornata internazionale della donna – ha detto Paola Carbone – abbiamo immaginato un riconoscimento da dare alle reggine da interpretare quale punto di partenza e non d’arrivo. Il premio va a delle donne che si sono distinte per coraggio, tenacia, competenza, professionalità, abilità nello sport, nelle arti, nell’impresa, nella formazione e nella cultura. Non è, tuttavia, il classico quadro da attaccare ad un muro. E’, piuttosto, un obbligo di testimonianza, il mandato di proseguire nel loro impegno e di coltivare le azioni positive che hanno messo in essere nella loro vita».

Così, insieme alla tradizionale pergamena è stato conferito un fazzolettone giallo che «vuol dire promessa di impegno».

«A loro – ha aggiunto la Consigliera di parità – chiediamo questo, ringraziandole di essere donne di Reggio Calabria, affinché continuino ad essere esempio per le generazioni future. Solo così riusciremo a creare terreno fertile per i nostri e le nostre giovani».

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