giovedì,Aprile 15 2021

Reggio, ma quale zona rossa? Tutti in giro a Pasqua, fra acquisti ed auguri

Cittadini ormai stanchi delle restrizioni. E scoppia il giallo sulle "uova di Pasqua" finite ovunque. Ecco cosa è accaduto

Reggio, ma quale zona rossa? Tutti in giro a Pasqua, fra acquisti ed auguri

Zona rossa? Solo sulla carta. È questa l’impressione che si ricava dalle prime ore di questa mattinata nella città dello Stretto. Zona centrale piena, fra chi passeggia e chi corre ad effettuare gli ultimi acquisti per il pranzo.

Bar e pasticcerie prese d’assalto e, diciamolo pure, non sempre viene rispettato l’obbligo di non consumare all’interno del locale, né quello di non sostare in prossimità dello stesso. Gli assembramenti sono diversi, qualche volta anche per un augurio di buona Pasqua. Il tutto aiutato ovviamente dal bel tempo e dalle temperature miti di questi giorni.

Uova di Pasqua andate a ruba

E dire che sembrava ieri la giornata clou, in fatto di acquisti, con i centri commerciali che, per la prima volta da anni, hanno registrato il tutto esaurito quanto a uova di Pasqua vendute. Addirittura, in un caso, i gestori hanno dovuto applicare un cartello con su scritto: «Le uova di Pasqua sono finite tutte». Dimostrazione di una corsa agli acquisti che non ha minimamente risentito del momento particolare della pandemia. Cosa che invece sembra aver toccato, e non poco, le aziende produttrici che, forse preoccupate del possibile calo, hanno ridotto notevolmente la produzione, portando ad una vera e propria corsa all’uovo di Pasqua.

Stanchi dell’Italia a colori?

La sensazione che serpeggia, però, è che i cittadini ormai siano davvero stanchi di questa Italia divisa a colori, di queste restrizioni che, di fatto, solo una minima parte continua a rispettare. Sono tantissimi i casi in cui i commercianti, categoria davvero martoriata dalla pandemia, hanno deciso di proseguire nella loro attività. Parrucchieri ed estetisti hanno annunciato una riapertura per mercoledì, a prescindere dal colore della Calabria.

Insomma, la sensazione è che, anche se in maniera strisciante, si stia andando verso una progressiva “disobbedienza” rispetto alle norme imposte per contenere il contagio. È chiaro che i controlli ci sono, nonostante una sacrosanta tolleranza da parte delle forze di polizia, nelle situazioni “non a rischio”. Ma si ha la percezione che ormai la stanchezza abbia preso il sopravvento nella cittadinanza. Dopo un anno di restrizioni, c’è la voglia di tornare alla normalità e soprattutto c’è l’esigenza per i commercianti, ristoratori in primis, di poter aprire nuovamente dopo gli ingenti investimenti fatti per mettere a norma tutto quanto.

Certo, la campagna vaccinale in Calabria procede con ritmi bassissimi e questo non aiuta. Ma bisogna fare attenzione: la pazienza è ormai arrivata alla fine e coloro i quali ricoprono ruoli di responsabilità debbono darsi una mossa seria. La Calabria ha bisogno di stare al passo, uscire dalla zona rossa e riprendere lentamente a vivere. Ha bisogno di quel “passaggio” di cui la Pasqua, oggi, si fa portatrice.

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