venerdì,Maggio 14 2021

Reggio, sfrattata la famiglia senza mezzi per portare i bimbi a scuola

Il 3 maggio ci sarà l’udienza per l’inadempimento del Comune sul trasporto scolastico. Intanto il padre perde il lavoro per accompagnare i figli a scuola e, non pagando l’affitto, arriva anche lo sfratto

Reggio, sfrattata la famiglia senza mezzi per portare i bimbi a scuola

Una famiglia di extracomunitari senza mezzi per accompagnare a scuola i due figli minori, adesso ha ricevuto anche lo sfratto dall’abitazione. Vi avevamo raccontato qualche settimana fa la storia della famiglia marocchina, i cui figli minori, Amira e Jihad, erano iscritti a Rosarno alla prima e alla seconda elementare. Il nucleo familiare (composto anche dal marito e da un altro figlio) a gennaio scorso si è trasferito da Rosarno a Reggio Calabria. Nessuna scuola aveva voluto i bambini, in primis, la scuola vicino casa. Il problema era che per i genitori lavoratori accompagnare e riprendere senza un mezzo di trasporto i bimbi a scuola diventava pesante

A nulla era servito, stante l’urgenza di evitare che i bambini perdessero importanti giorni di studio, individuare un istituto scolastico presso il quale possano essere iscritti tenuto conto del criterio della vicinanza all’abitazione. I bambini la scuola l’hanno trovata, ma ad accompagnarli sono stati sempre i genitori. Ora oltre al danno arriva la beffa dello sfratto.

«Dal Comune nessuna risposta – afferma il legale della famiglia Francesco Nucara – siamo stati costretti a svolgere un ricorso giudiziario la cui udienza sarà il prossimo 3 maggio presso il tribunale di Reggio Calabria».

L’avvocato Nucara

Il legale fa un passo indietro nella storia e spiega «La cosa grave è che i genitori avevano cercato di alternarsi nell’accompagnare i bambini a scuola e per questo si erano sottratti ai modesti impegni di lavoro che mantenevano, per ottemperare al diritto allo studio dei bambini. Purtroppo non sono riusciti a soddisfare le richieste del datore di lavoro e non hanno potuto più fare i piccoli lavori occasionali. Non hanno più potuto pagare il canone di locazione e si trovano a ricevere lo sfratto per morosità».

Mercoledì mattina la signora Hasna Bakkach, madre dei bambini, è andata a ritirare lo sfratto al comune. «È penosa la situazione in cui si trova la famiglia – chiude con una provocazione Nucara – ho assistito alla consegna dei premio nel giorno di San Giorgio: il riconoscimento lo si doveva dare forse a questa famiglia per tutti i disagi che sta soffrendo ingiustamente, solo perché cerca di mandare a scuola i figli minori».

«Il proprietario mi sta chiedendo le chiavi – afferma la donna – vuole casa sua, ed è giusto così perché non stiamo pagando l’affitto. Mio marito non lavora per accompagnare i miei figli a scuola e io non so cosa fare. Chiedo solo che il pullman per il trasporto così mio marito lavora e risolviamo il nostro problema».

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