venerdì,Maggio 14 2021

Allarme emergenza abitativa per i migranti della Piana di Gioia Tauro

Si espandono le tendopoli di San Ferdinando, Rosarno e Taurianova. La Piccola opera papa Giovanni, ente capofila del progetto regionale Incipit, lancia un appello alle Istituzioni, affinché facciano qualcosa per porre rimedio alla difficile condizione a cui si assiste da tempo

Allarme emergenza abitativa per i migranti della Piana di Gioia Tauro

È emergenza abitativa per i lavoratori migranti della Piana di Gioia Tauro. Gli insediamenti informali permangono ed anzi si espandono, sia nell’area di San Ferdinando e Rosarno sia nell’area di Taurianova. Il tentativo messo in atto dagli operatori del progetto Incipit di individuare proprietari disposti a locare i propri immobili agli abitanti di questi insediamenti, in regola con i documenti di soggiorno, è stato vano. «Questa situazione – spiega la Piccola opera papa Giovanni, ente capofila del progetto regionale Incipit – è il segno di una generale diffidenza dei proprietari nei confronti dei potenziali affittuari, in molti casi stabilmente inseriti nel territorio e dipendenti di aziende agricole della zona. È da rilevarsi che anche operatori di altri progetti non hanno ottenuto riscontri positivi in tal senso. È il caso dei migranti di contrada Russo, all’interno del comune di Taurianova.

Si evidenzia infatti, un difetto di iniziative di buona accoglienza ed integrazione dei migranti, che continuano a vivere ai margini, per via di una subcultura che non favorisce politiche attive di inclusione sociale e che disumanizza la società». La Piccola opera spiega che «a queste evidenti criticità, si sommano le preoccupazioni per la tendopoli di San Ferdinando, il cui completo abbandono sta comportando la trasformazione della stessa da insediamento formale ad insediamento informale, cagionando inevitabilmente l’incremento di tende e/o nuove baracche all’interno dell’area. La situazione denunciata dagli operatori e dai volontari che prestano assistenza ai migranti è allarmante e ritrae una progressiva erosione di tutti quei servizi essenziali annessi alla gestione dell’insediamento ed indispensabili per i migranti.

Non vi è più la distribuzione né dei viveri né della corrispondenza, quest’ultima necessaria per tutti i coloro che sono in attesa di convocazioni o di provvedimenti da parte delle Commissioni territoriali d’Italia; risulta essere venuta meno la possibilità di ottenere il rilascio della residenza da parte del comune di San Ferdinando, a seguito di una certificata presenza del migrante all’interno della tendopoli; e, non ultima in ordine di importanza, si registra da mesi la sospensione della raccolta dei rifiuti, con l’ovvia conseguenza di un accumulo di immondizia, pericoloso per la salute di tutti. Rimane all’esterno dell’insediamento solo il presidio delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco, al fine di garantire la sicurezza, e nell’area prospiciente la tendopoli, presso la struttura denominata “Hospitality School”, i servizi di assistenza e consulenza svolti da diversi enti ed associazioni quali la Piccola opera papa Giovanni Onlus, nell’ambito del progetto Incipit, la Cgil di Gioia Tauro, Medu, Emergency e Caritas.

L’impegno di queste realtà non è tuttavia sufficiente a porre un freno ad una situazione che sta precipitando, se si considera anche l’arrivo della stagione estiva». Detto questo viene rivolto un appello alle Istituzioni, «affinché possano porre rimedio alla difficile condizione a cui si assiste da tempo, amplificata dal protrarsi di un’emergenza strutturale e igienico-sanitaria e dal rischio di contagi legati al Covid-19, che espone i braccianti ad ulteriori ed innegabili fragilità. Pertanto, appare doveroso esortare le Autorità preposte ad assumere provvedimenti efficaci e commisurati ai molteplici bisogni, soluzioni durature che diano respiro al territorio e dignità alle persone, e rappresentare, nello stesso tempo, la piena disponibilità della Piccola opera papa Giovanni, a collaborare e supportare il lavoro delle Istituzioni, perché si possa intervenire al più presto e garantire maggiori diritti».

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