venerdì,Maggio 14 2021

ProVita & Famiglia: «Legge Zan finisce in commissione al Comune di Reggio ma senza contraddittorio»

Il movimento invita: «la presidente della Commissione “Pari Opportunità” ad ampliare il dibattito coinvolgendo anche il mondo associazionistico critico nei confronti del ddl Zan»

ProVita & Famiglia: «Legge Zan finisce in commissione al Comune di Reggio ma senza contraddittorio»

Una convocazione fatta velocemente ieri sera per la commissione “Pari Opportunità” di Reggio Calabria per discutere della legge Zan sull’omotransfobia. Una convocazione che vedrà la partecipazione di una serie di associazioni ma che esclude dalla discussione ProVita & Famiglia.

E la denuncia arriva stamattina proprio da ProVita & Famiglia, movimento apartitico ed aconfessionale che opera in favore dei bambini, delle madri e dei padri e promuove la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna; sostiene la libertà educativa dei genitori.

In una nota, il movimento spiega che la discussione in commissione è fissata per mercoledì mattina e che «sono stati invitati Udi, Non una di meno, Arcigay e Agedo, insomma – commenta – una riunione fra amici. Al momento pare non sia previsto alcun contraddittorio per un tema molto delicato e divisivo. Tante infatti sono le voci critiche rispetto al testo di legge Zan, persino Arcilesbica e personaggi legati al mondo LGBT, del femminismo e della sinistra si sono espressi manifestando la propria contrarietà. Critiche importanti recepite anche dal partito di “Italia Viva” che pare intenda sfilarsi in commissione al Senato. Solo per fare alcuni esempi, secondo Platinette il ddl Zan «è un disegno di legge liberticida»; secondo Francesca Izzo, storica attivista femminista e fra le fondatrici di “Se non ora quando” «in base al dettato della legge Zan, chiunque rivendicasse la differenza tra una donna di sesso femminile e una donna di gender femminile potrebbe essere accusato di omotransfobia, come accade già nei paesi in cui sono in vigore norme simili. Le cronache ne sono piene»; in un manifesto sottoscritto da oltre 250 persone di sinistra si legge che la Zan «è una legge scritta male che porta a interpretazioni e applicazioni controverse».

Non è una critica totale quella che fa Provita, che chiarisce «al di là di alcune condivisibili intenzioni di cui è portatore il ddl Zan, poiché quando si parla di dignità e di integrità della persona, qualunque essa sia, questa va sempre tutelata; lo stesso testo è portatore di ampie criticità che andrebbero discusse con onestà e rifiutando ogni approccio ideologico. Questa serenità pare manchi all’attuale amministrazione comunale, forse più intenta a distrarre l’opinione pubblica su tematiche che nulla hanno a che fare con l’acqua che non arriva nelle case, le strade dissestate, l’immondizia che ancora invade diverse strade, la crisi economica che in città avanza accompagnata da una crisi sanitaria senza precedenti».

Secondo il movimento, la convocazione è stata così repentina,  deriva dalla «diffusione in queste ore di uno scandaloso video per il quale ci uniamo fortemente nella condanna e alla quale seguiranno le giuste conseguenze a tutela delle persone ritratte e violate nella loro intimità». Un fatto certamente da stigmatizzare ma che «non può diventare terreno di strumentalizzazione ideologica che viola ulteriormente la dignità dei due ragazzi ripresi e insultati. Benché non stupisca questa modalità censoria da parte del centrosinistra reggino, invitiamo la presidente della Commissione “Pari Opportunità” ad ampliare il dibattito coinvolgendo anche il mondo associazionistico critico nei confronti del ddl Zan. Palazzo San Giorgio non è la sede politica di un gruppo ristretto di persone ma dovrebbe essere la casa di tutti i cittadini di Reggio Calabria, al di là di ogni convincimento personale in materia etica o politica. Il rispetto per la diversità si alimenta anche con il rispetto per la pluralità».

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