sabato,Ottobre 16 2021

Reggio, il centro Agape incontra il vescovo Morrone

Tra i temi dell'incontro la crisi economica e sociale causata dalla pandemia e le prospettive di rinnovamento della Chiesa

Reggio, il centro Agape incontra il vescovo Morrone

Dare un contributo fattivo al processo di rinnovamento che Chiesa e società civile sono chiamate ad avviare per rispondere alla grave crisi economica e sociale che la pandemia ha creato. È stato questo il tema al centro dell’incontro avuto dal Centro Comunitario Agape con il nuovo Vescovo della Diocesi di Reggio Bova nonché presidente della Conferenza Episcopale Calabra, Fortunato Morrone. Un incontro intenso che è servito a ripercorrere il cammino di Agape, a quasi 53 anni dalla sua nascita, per rinnovare quella comunione con i Vescovi che fin dall’inizio ha nutrito questa esperienza nata nel ’68 alla scuola Panella, su spinta di Mons. Giovanni Ferro, il vescovo che ha accolto le grida d’aiuto che venivano dalle persone rinchiuse nell’ospedale psichiatrico e dai minori abbandonati in istituto e i brefotrofio, che ha chiesto a don Italo Calabrò di dare una risposta, che ha guidato e sostenuto i primi passi di questa associazione e la nascita delle prime accoglienze ad iniziare dalla Piccola Opera papa Giovanni.

Una storia quella dell’Agape che come dice il nome stesso dell’associazione (che scelse personalmente don Italo) possiamo definire una storia d’amore, verso i più poveri e verso la chiesa, con tutte le fragilità e le incostanze che l’hanno accompagnata, quell’amore che Gesù ha insegnato e che don Italo fino all’ultimo, un mese prima di morire, ha dato come consegna, con il suo amate tutti quelli che incontrate sulla vostra strada nessuno escluso mai. Una scelta che ha dato senso e gioia a tante generazioni, anche a persone che non hanno conosciuto don Italo ma che ne sono rimasti attratti e affascinati dal suo messaggio. Con una sua indicazione precisa, di una associazione di volontariato basata sulla gratuità, che non gestisse servizi impegnativi ma spazio di incontro, di ricarica spirituale, di sentinella dei nuovi bisogni, di laboratorio per rispondere alle nuove sfide del disagio e delle povertà anche con la promozione di nuovi strutture di accoglienza.

Un impegno che ha avuto la guida spirituale di sacerdoti santi, come don Andrea Cassone, don Lillo Spinelli ed oggi don Nino Iachino che hanno aiutato la comunità ad ancorare il suo impegno al Vangelo ed a camminare in sintonia con la Chiesa. Giulia Melissari, responsabile del gruppo giovani di Agape, ha ricordato l’impegno che si sta profondendo per dare continuità al cammino del centro attraverso il servizio e cercando di coinvolgere e accogliere più giovani possibili nel volontariato facendo proprio il messaggio di Don Italo di non delegare ad altri il proprio futuro. Riprendendo quanto detto dal Vescovo nella sua Omelia in occasione della solennità della Beata Vergine Maria, le beatitudini ci offrono la via da percorrere per uscire da questa mentalità, ha chiesto agli adulti di stare vicino ai giovani, di farli sentire importanti, un appello che è stato fatto anche ai candidati a governatore della Calabria dai giovani di tante associazioni laiche e cattoliche. Nuccio Vadalà famiglia affidataria di tanti minori accolti negli anni, ha ricordato come la scelta della famiglia aperta è stata incoraggiata da don Italo per dare risposta all’infanzia abbandonata, una scelta che la città di Reggio ha fatto propria tanto che conta uno dei più alti numeri di famiglie affidatarie in Italia. Un impegno che si vuole rinnovare sicuri di potere contare sul sostegno e la vicinanza del vescovo e di tutta la Chiesa Locale.

Lucia Lipari, coordinatrice del gruppo degli avvocati volontari della Marianella Garcia, ha condiviso il lavoro di advocay, di tutela dei diritti delle persone più fragili condotto da circa trenta professionisti che assistono gratuitamente le fasce più deboli ed in particolare le donne vittime di violenza auspicando che la Diocesi possa attivare uno sportello che raggiunga tutte le persone che hanno bisogno di tutela. Concludendo l’incontro il Presidente Mario Nasone, ha assicurato l’impegno a rinnovare anche con il nuovo vescovo il legame di appartenenza e di collaborazione chiedendogli di accompagnare questo cammino con la sua vicinanza per essere sempre più fedeli alla missione che don Italo ha lasciato in eredità all’associazione. Per sentirsi parte del popolo di Dio soprattutto in questo tempo di cammino sinodale che chiede a tutti ascolto, comunione, partecipazione, ma soprattutto un rinnovato impegno per costruire quegli orizzonti di speranza di cui il vescovo ha parlato per Reggio e per la Calabria.

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