giovedì,Gennaio 27 2022

Lavori piazza De Nava, la Fondazione Mediterranea e il Comitato civico scrivono al ministro Franceschini

È stato sollecitato un intervento al fine di rimuovere «il vulnus democratico determinato dall’ostinato rifiuto da parte della Soprintendenza di Reggio Calabria a fornire chiarimenti sulle scelte progettuali riguardanti la demolizione dell’impianto storico di piazza De Nava»

Lavori piazza De Nava, la Fondazione Mediterranea e il Comitato civico scrivono al ministro Franceschini

La Fondazione Mediterranea e il Comitato civico Piazza De Nava hanno inviato una lettera al ministro per i Beni e le Attività culturali Dario Franceschini, in merito ai lavori che interessano la storica piazza De Nava. Di seguito la missiva.

«Egr. Sig. Ministro, la scrivente Fondazione Mediterranea insieme al Comitato Civico Piazza De Nava, recepito l’orientamento di altre strutture associative e culturali oltre che di quella comunemente definita come società civile, che al 98 per cento è contraria alla demolizione della storica piazza De Nava intitolata al ricostruttore della città dopo il sisma del 1908, si permettono di disturbarla per una questione che, prescindendo dai luoghi e dalla loro valenza per il Sistema Italia, è di fondamentale importanza per un Paese “antico” come l’Italia e per un Ministero, come il suo, che questa antichità intende tutelare e proteggere per una sua ottimale fruizione anche attraverso interventi di restauro e conservazione.

Questa premessa è d’obbligo perché a Reggio Calabria è stato programmato, proprio dalla Soprintendenza e dalla Segreteria regionale Mic, un intervento che, impropriamente definito come di “restauro e riqualificazione”, nella realtà dei fatti collide con la mission ministeriale in maniera tanto plateale quanto suscettibile di sanzionamenti da parte dell’autorità giudiziaria. Non ci dilunghiamo su analisi urbanistiche e storiche, oggetto di una precedente nostra circostanziata relazione che è stata già sottoposta alla sua attenzione nell’aprile del 2021 e che in questa sede si intende integralmente riportata, e veniamo subito al sodo.

Alla Soprintendenza reggina, che solo da dicembre ha un suo nuovo Direttore nella persona del dott. Fabrizio Sudano, abbiamo posto una serie di quesiti senza avere ancora riscontro. Con la presente, cui alleghiamo i quesiti posti, le chiediamo di intervenire sulla Soprintendenza affinché spieghi alla cittadinanza i motivi della scelta progettuale demolitiva su Piazza De Nava e democraticamente si offra a un confronto chiarificatore con le associazioni che legittimamente si oppongono al progetto.

QUESITI POSTI AL SOPRINTENDENTE REGGINO DOTT. FABRIZIO SUDANO

  1. Ai sensi del d.l. 490/99 già legge 1497/39, Piazza De Nava è soggetta a vincolo paesaggistico-ambientale. Così si legge in certificazioni del Comune di Reggio Calabria. Quale valore attribuire a questo vincolo? È compatibile con la progettualità demolitiva approvata in Conferenza dei Servizi?
  2. Nel rendering del progetto definitivo si nota un palo di illuminazione che quasi supera in altezza l’edificio museale. Gli scavi per la sua erezione saranno compatibili con i vincoli derivanti dalla sottostante necropoli, la cui esistenza è stata più volte ricordata dalla stessa Soprintendenza?
  3. Sempre nel progetto approvato in Conferenza dei Servizi, all’angolo inferiore lato sud è presente una grande fontana a zampilli. La sua presenza è compatibile con il mantenimento dei pilastrini che, secondo quanto dichiarato, dovrebbero essere smontati, restaurati e ricollocati in situ?
  4. Il rendering progettuale mostra la totale demolizione (termine ripreso dal progetto) dell’impianto storico della piazza mentre in altra sede si afferma non esservi demolizione ma addirittura un rafforzamento dell’identità dei luoghi. Potrebbe spiegare questa oggettiva contraddizione?
  5. Nella piazza abbiamo la convivenza di tre stili: l’umbertino, il liberty e il razionalista. Come contempera la mission ministeriale della Soprintendenza sulla tutela e conservazione della memoria storica dei luoghi con la distruzione di questa particolarità tipica della piazza?
  6. Nel rendering, da diverse prospettive, si nota la mutilazione del basamento della statua, peraltro descritta nel progetto, con l’eliminazione delle fontane liberty a conchiglia. Questa evidenza fotografica è stata più volte in altre sedi negata. Come giustifica queste false affermazioni?
  7. L’attuale pavimentazione della piazza, pur di materiale non di pregio, è storica ed identitaria in quanto uguale a quella dei marciapiedi di tutta la città. La decisione, sempre ribadita, di eliminarla è in linea con la mission della Sovrintendenza di salvaguardia delle pavimentazioni storiche?
  8. Nella piazza sono presenti specie arboree di pregio, come evidenziato dalle associazioni ambientaliste, che nel progetto sono eliminate. È in grado di spiegare questa scelta progettuale che collide con attuali orientamenti architettonici d’arredo urbano?
  9. Alle obiezioni della cittadinanza, che quasi all’unanimità non vuole la demolizione della piazza (98 per cento degli interventi registrati sui social), l’ufficio stampa del Mic ha risposto sui social con una nota infarcita di imprecisioni e lesiva dell’onorabilità di chi poneva le critiche. Ritiene che sia questa la modalità più corretta con cui un’importante articolazione territoriale dello Stato debba interloquire con la cittadinanza?
  10. In dichiarazioni sulla stampa, ultima quella del 18 dicembre, sembra che alcune richieste di modifica progettuale fatte dalla Fondazione Mediterranea siano state accolte. Ma nulla è controllabile perché l’accesso agli atti le è stato negato. Ritiene che questo rifiuto sia conforme al dovere di trasparenza degli atti amministrativi?
  11. Il progetto nasce all’interno della Soprintendenza e viene da questa gestito, senza controlli esterni. Ritiene che, in presenza di interessi personali, pur legittimi e garantiti dalla legge, le decisioni che si assumono abbiano la correttezza e l’imparzialità che dovrebbero avere?
  12. Nell’audizione avuta in Conferenza dei servizi da parte della Commissione Regionale Beni Culturali, si afferma che il materiale lapideo dei pilastrini demoliti non andrà in discarica ma verrà riutilizzato per la pavimentazione della piazza, salvaguardando così la memoria storica dei luoghi. Questa oggettiva amenità (non saprei come altro definirla) è stata approvata dalla Commissione. Vuole spiegare come ciò è potuto accadere?
  13. Nella stessa audizione si afferma che l’Università ha avallato il progetto. è un’affermazione falsa e, inoltre, alcune raccomandazioni dell’Università sul deflusso delle acque meteoriche sono state disattese. Può chiarire questo imbarazzante particolare?
  14. Nei primi anni Duemila il Comune di Reggio ha avanzato un progetto di qualificazione conservativa della piazza, che comportava il rifacimento della pavimentazione, per un importo di duecentomila euro. La Soprintendenza ha posto tanti e tali di quei vincoli che il progetto è abortito. Oggi con una spesa di 30 volte superiore e con un progetto tutto interno alla Soprintendenza, questi stringenti vincoli non ci sono più. Può spiegare questa inversione di 180 gradi di giudizio e valutazione, in modo da sgombrare definitivamente il campo dalle circolanti voci di un interesse, pur legittimo, della Soprintendenza a effettuare i lavori?».

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