sabato,Luglio 2 2022

Giornate della legalità a Reggio, le bretelle del Calopinace intitolate a Falcone e Morvillo

L’iniziativa è parte delle attività previste nel trentennale dalla strage di Capace, promosse per la diffusione della cultura della legalità e per il ricordo delle vittime della stagione stragista

Giornate della legalità a Reggio, le bretelle del Calopinace intitolate a Falcone e Morvillo

Le bretelle del ponte Calopinace intitolate a Giovanni Falcone e Francesca Morvillo. Insieme in vita, uniti nella morte, insieme simbolicamente ancora adesso. La proposta della Fondazione Scopelliti, lo scorso 8 marzo, di ricordare Francesca Morvillo, magistrato donna, intitolandole le bretelle del Calopiance, nella parte che tocca il costituendo palazzo di giustizia, è stata fatta propria dall’amministrazione Brunetti che ha pensato di aggiungere anche la memoria del giudica Falcone.

L’iniziativa è parte delle attività previste nel trentennale dalla strage di Capace le “Giornate della Legalità”, promosse per la diffusione della cultura della legalità e per il ricordo delle vittime della stagione stragista. Gli eventi (da oggi al 25 maggio) voluti dal Comune di Reggio Calabria, in collaborazione con il Comando di Polizia Locale dell’Ente, con l’Orchestra scolastica comunale del Teatro Cilea e gli istituti scolastici cittadini ad indirizzo musicale, con la Fondazione A. Scopelliti e l’Associazione Libera, sono stati presentati stamane al Comando di polizia municipale.

All’appuntamento c’erano il sindaco facente funzione del Comune di Reggio Calabria Paolo Brunetti, le Assessore alla Legalità, alla Sicurezza e alla Polizia Locale, Giuggi Palmenta, e all’Istruzione e ai Diritti Umani, Lucia Nucera, il Comandante della Polizia Locale Salvatore Zucco, insieme ai rappresentanti della Fondazione Antonino Scopelliti, Rosanna Scopelliti e dell’Associazione Libera, Giuseppe Marino.

Celebrazioni che si aprono da stasera con la proiezione dell’immagine di Falcone e Borsellino sulla parete di palazzo San Giorgio, per chiudersi con un concerto dei ragazzi degli istituti musicali il 25 maggio al teatro Cilea. Momento clou l’intitolazione, il 23 maggio, delle Bretelle del Calopinace, su proposta della Fondazione Scopelliti, a Francesca Morvillo. Ed ancora un minuto di silenzio alle 17.57, l’istante in cui è avvenuta la strage.

Per Palmenta «Celebrare le giornate della legalità per noi è importante. Legalità non è un concetto astratto ma siamo chiamati ad esserci tutti alla luce delle nostre competenze. Lo vogliamo celebrare con i più piccoli che le stragi non le hanno vissute». Per il sindaco ff Paolo Brunetti che ricorda cosa accadde nel 1992: «Dopo 30 anni non si è risolto tutto. Ma tutte quelle morti sono servite perché c’è stata l’indignazione. C’è stato un risveglio della coscienza che di ribellava contro la criminalità organizzata. Ricordiamo la strage di Capaci e tutti quelli che si sono sacrificati per garantire a noi di essere qui a dire queste cose. Che serva alle nuove generazioni perché non vivano ciò che noi abbiamo vissuto. Perché a loro possiamo dire che può scegliere da che parte stare senza trovare alibi».

Per Nucera: «Finalmente i ragazzi possono tornare insieme a suonare. Ho assistito alle prove e mi sono commossa. Invito la città ad ascoltarli. È solo un inizio». Scopelliti ricorda «Nasce da una proposta fatta dalla Fondazione l’8 marzo di intitolare le bretelle a Francesca Morvillo che aveva scelto non solo di sposare una persona che viveva nel rischio e nel pericolo. Ma che aveva scelto di accompagnarlo sempre, come quel giorno in cui morirono mentre tornavano da un viaggio a Roma. L’idea di ricordarli insieme va a cementare questa unione. Oggi parliamo di legalità ma se ci ferma al termine potremmo parlare per giorni senza che resti nulla di concreto. Continueremo a stare accanto all’amministrazione con due proposte per valorizzare i ragazzi, il territorio e le eccellenze».

Marino: «Trent’anni sono tanti, ma non sono niente. Ci resta tanto da fare. Libera nasce 26 anni fa per ricordare persone meno famose ma altrettanto eroiche nel dare la vita per lo Stato e la legalità. Ma questo non basta, l’impegno deve essere massimo ci siamo e la rete funziona. Ma abbiamo bisogno delle istituzioni».

Il comandante Zucco: «È un piacere inaspettato nel contribuire a questi eventi. Una scelta significativa questa di un luogo, questo comando, legato in qualche modo al tema poiché la sede è intitolata a due operatori di polizia locale che hanno perso la vita per la criminalità organizzata. Siamo impegnati nella regolamentazione dei ritmi della città. Vivere la legalità per noi vuol dire vivere le nostre incombenze capendo che abbiamo fatto solo il nostro dovere».

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