giovedì,Ottobre 6 2022

Palmi, lo scoglio dell’ulivo promuove la Biennale dello Stretto

Il simbolo della Tonnara, fotografato da Mario Ferrara, è stato scelto per rappresentare l’evento che si svolgerà dal 30 settembre al 4 ottobre

Palmi, lo scoglio dell’ulivo promuove la Biennale dello Stretto

È lo scoglio dell’ulivo, simbolo della Tonnara di Palmi, a rappresentare la Biennale dello Stretto, che si svolgerà dal 30 settembre al 4 ottobre. La fotografia, scattata da Mario Ferrara, è stata scelta per promuovere l’evento, che si snoderà tra Calabria e Sicilia. L’idea, nata dal concept “Mediterranei invisibili”, promossa dalla piattaforma di comunicazione “500×100 Italia”, è stata pensata e sviluppata dal noto architetto di Taurianova Alfonso Femia – premiato nel 2005 con il Leone d’argento alla Biennale di Venezia per il progetto del nuovo Palazzo del cinema di Venezia – e curata da Francesca Moraci, architetto e professore ordinario di Urbanistica all’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

La “I mostra internazionale d’arte, architettura, paesaggio, scrittura, video, fotografia dello Stretto”, guarda al Mare Nostrum come a una piattaforma culturale e produttiva, un campo progettuale che va dal tratto europeo a quello africano, proponendosi di dare, tra Reggio Calabria e Messina, una dimensione reale e concreta a ciò che del Mediterraneo resta invisibile. Il focus di questa edizione sono le linee d’acqua (di crinale, di piana e di costa) che accomunano i territori delle tre rive in differenti declinazioni, per discutere, con ospiti di caratura internazionale, di città e territorio, di architettura e progetto, di responsabilità. E dello Stretto come cassa di risonanza: l’acqua – mediterranea – che «interseca il progetto dell’architettura, del paesaggio, dell’arte».

«Questa prima edizione – ha spiegato Femia – è un momento di confronto che esprime finalità destinate a evolversi, contaminarsi positivamente con le professionalità interpellate e le esperienze indagate, fino a diventare un importante progetto di crescita e sviluppo per il Mediterraneo internazionale, inteso come piattaforma culturale e produttiva, attraverso l’attivazione di gruppi di studio, vero e proprio laboratorio permanente con ricaduta positiva sull’indotto culturale pubblico e privato».

La Biennale dello Stretto

Si parte venerdì 30 settembre da Campo Calabro, al Forte Batteria Siacci con “Le tre linee d’acqua”, in cui i curatori Alfonso Femia e Francesca Moraci racconteranno la Biennale dello Stretto. Poi ci si sposterà a Messina, tra il Museo regionale e la Fondazione Horcynus Orca, a Reggio Calabria al Museo archeologico, a Scilla al Castello Ruffo e a Villa San Giovanni al Resort Altafiumara.

Tutti i contributi, sia per quanto riguarda i progetti e le opere, sia per quanto riguarda i temi dei talk, rientrano in 5 filoni guida: “Le tre linee d’acqua” (30 settembre); “Città e territorio” (1 ottobre); “Architettura e progetto” (2 ottobre); “Responsabilità e generosità” (3 ottobre); “Altri futuri” (4 ottobre). La Biennale si sviluppa in tre dimensioni: la mostra allestita a Campo Calabro, esito della raccolta di contributi attivati attraverso la Call to action internazionale e la Challenge to action rivolta ad architetti, designer, artisti e creativi under 35; una sezione indorr e aoutdoor che accoglierà realizzazioni artistiche; cinque giornate di dibattito – dal 30 settembre al 4 ottobre, il 10 e 11 novembre e il 14 e 15 dicembre – con personaggi autorevoli del mondo della cultura, dell’architettura e dell’arte, della politica, della scienza e della tecnologia, con l’obiettivo di avviare una relazione permanente tra le città del Mediterraneo in un’ottica di scambio e inclusione degli eventi culturali.

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