martedì,Novembre 29 2022

Giustizia minorile, da Reggio buone prassi e appello per una rete sociale più forte

A palazzo Alvaro il convegno “Educare e includere: una responsabilità condivisa della comunità territoriale”

Giustizia minorile, da Reggio buone prassi e appello per una rete sociale più forte

«Per educare e includere è necessario attenzionare il mondo della giustizia minorile attraverso interventi di prevenzione primaria e secondaria. Urgente ridurre i disagi sociali e investire sul reinserimento sociale di chi abbia commesso un reato.

Tra il reato e la carriera deviante c’è un considerevole margine per interventi. La loro efficacia, tuttavia, dipende dalla capacità di fare rete dei vari attori coinvolti».

È quanto dichiara Rosa Maria Morbegno, direttrice dell’Ufficio servizio sociale per i minorenni (Ussm), del Centro di prima accoglienza e della Comunità ministeriale di Reggio Calabria.

Il momento di confronto

La sala Perri di palazzo Alvaro, sede della Città Metropolitana di Reggio Calabria, ha ospitato oggi un convegno dal titolo “Educare e includere: una responsabilità condivisa della comunità territoriale”.

Con la direttrice Rosa Maria Morbegno, hanno discusso di giustizia minorile il presidente del Tribunale per i Minorenni, Marcello D’Amico, il procuratore delle Repubblica Roberto Di Palma e la direttrice del dipartimento di Giustizia Minorile e di Comunità della Calabria, Isabella Mastropasqua.

Intervenuti anche la project manager della fondazione Tender to Nave Italia, Margherita Balladori, e il docente presso l’università della Calabria di Cosenza, Giorgio Marcello.

Nel pomeriggio è stato il momento della tavola rotonda con gli attori della comunità territoriali quali Asp, Terzo settore, Comune di Reggio, Centro per l’impiego.

Le buone pratiche

«Da Reggio Calabria lanciato oggi un importante appello a prestare maggiore attenzione ai temi della Giustizia minorile, specie in Calabria. Si tratta di un ambito che va costantemente presidiato e accompagnato.

Il convegno odierno è stato anche preziosa occasione per mettere in luce le buone pratiche di questo territorio come il progetto Nave Italia e la collaborazione con il rapper Kento.

Esperienze innovative a Reggio e in Calabria che hanno efficacemente posto al centro video giochi e al rap. Progetti divenuti occasioni di attenzione e mobilitazione. I ragazzi, riconoscendosi, hanno sperimentano nuovi percorsi e nuovi approcci». È quanto ha evidenziato la direttrice del dipartimento di Giustizia Minorile e di Comunità della Calabria, Isabella Mastropasqua.

«È stato un importante momento di confronto sul mondo dei minori sottoposti a provvedimento dell’autorità giudiziaria. Un impegno che chiama tutti gli attori a un forte senso di corresponsabilità. Necessari un approccio complessiva del territorio che non si limiti al caso singolo, una visione allargata.

C’è poi anche il tema dell’uso delle sostanze stupefacenti e dei minori stranieri, di seconda generazione e giunti sulle nostre coste senza nessun adulto.

Tematiche di stringente attualità che invocano una rete sociale in grado di intervenire con adeguati ed efficaci percorsi di accoglienza e rieducazione». È quanto ha sottolineato Rosa Maria Morbegno, direttrice dell’Ufficio servizio sociale per i minorenni (Ussm), del Centro di prima accoglienza e della Comunità ministeriale di Reggio Calabria.

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