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Reggio, pranzo di Natale alla “Casa della Solidarietà” di Catona – FOTO

Si torna in presenza e si rinnova la tradizione decennale del pranzo di Natale della “Casa della Solidarietà Pasquale Rotatore” di Catona. A causa della pandemia, lo scorso anno era cambiata la modalità, si era preferito fare avere il pranzo ai bisognosi direttamente a destinazione per evitare i contagi. Oggi con la condivisione del pranzo

Reggio, pranzo di Natale alla “Casa della Solidarietà” di Catona – FOTO

Si torna in presenza e si rinnova la tradizione decennale del pranzo di Natale della “Casa della Solidarietà Pasquale Rotatore” di Catona. A causa della pandemia, lo scorso anno era cambiata la modalità, si era preferito fare avere il pranzo ai bisognosi direttamente a destinazione per evitare i contagi. Oggi con la condivisione del pranzo natalizio l’associazione ha rinnovato il suo impegno a sostegno dei poveri, i senza fissa dimora e chi vive situazioni di disagio.

Il menù della festa

Sono tornati i sorrisi a tavola, senza le mascherine, lo scambio di auguri e la convivialità hanno caratterizzato il pranzo, di nuovo tutti insieme, grazie anche ad alcune realtà commerciali che, come ogni anno, hanno voluto sostenere l’iniziativa. Un menù caratteristico con antipasto all’italiana e tradizionali crespelle di Natale. Pasta al forno come primo. Pollo al forno con contorno di patate e verdure per secondo, frutta di stagione, insieme a pane, acqua, bibite e dolci, e per finire panettone e spumante.

Un momento di condivisione

Come spiega spiega il presidente Fortunato Scopelliti: «Il pranzo di Natale è stato sempre per noi un momento di unità. Ispirato all’iniziativa che la comunità di Sant’Egidio di Roma fa a Trastevere da molti anni. Anche noi portiamo avanti questa iniziativa di solidarietà da quasi trent’anni. Inizialmente attingevamo a una platea di riferimento di una ventina di persone. Poi nel corso degli anni abbiamo anche superato il centinaio». Il pranzo inizia con l’accoglienza, l’animazione da parte dei ragazzi del servizio civile, i giochi per i bambini, portati da Babbo Natale. Un momento gioioso.

I nuovi poveri

Un invito, quello del giorno di festa, condiviso con altre strutture d’accoglienza che operano nel settore, centri anche per anziani, strutture che fanno assistenza psichiatrica a giovani accompagnati e non, grazie alla collaborazione anche di altre realtà del territorio: «Per passare un Natale in compagnia» aggiunge Scopelliti. I centri d’ascolto Caritas segnalano casi o famiglie sole.

«Negli ultimi anni è aumentato il numero di persone che sono sole perché economicamente in difficoltà, e allora questo giorno diventa per loro un momento importante. Non mancano le persone che vengono da noi al centro d’ascolto tutto l’anno. È un antidoto alla solitudine nel periodo delle feste».

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