mercoledì,Aprile 17 2024

Reggio, il direttore del museo Carmelo Malacrino alla valle dei templi per parlare dei bronzi di Riace

Protagonisti dell’incontro saranno proprio i due “Eroi venuti dal mare”, divenuti nell'immaginario comune simbolo della bellezza e dell'armonia classica, oggetto di ammirazione da parte del grande pubblico.

Reggio, il direttore del museo Carmelo Malacrino alla valle dei templi per parlare dei bronzi di Riace

Prosegue l’attività di promozione e valorizzazione del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria anche oltre i confini della Calabria. A Firenze, visto il grande successo di pubblico, viene prorogata fino al 2 aprile la mostra fotografica “I Bronzi di Riace. Un percorso per immagini”, allestita alla Galleria dell’Accademia.

«È una straordinaria opportunità – dichiara il direttore del Museo Archeologico, Carmelo Malacrino – per far conoscere queste statue meravigliose alle migliaia di visitatori che, da ogni parte del mondo, giungono ogni giorno a Firenze attratti dalla maestosità dei David di Michelangelo. Le splendide foto di Luigi Spina e il suggestivo allestimento evocano un affascinante dialogo fra capolavori. Ringrazio la direttrice Cecilie Hollberg e tutto il suo staff per questa collaborazione, che certamente si consoliderà nei prossimi anni con nuove iniziative».

Nel frattempo il direttore Malacrino è in partenza per Agrigento, invitato per parlare dei Bronzi di Riace nella splendida cornice della Valle dei Templi. Domani 15 marzo, infatti, si svolgerà presso il Palacongressi, a partire dalle 15,30, il terzo incontro del corso di formazione “La Valle dei Templi e altre storie”, dedicato alle grandi scoperte dell’archeologia. Protagonisti dell’incontro saranno proprio i due “Eroi venuti dal mare”, divenuti nell’immaginario comune simbolo della bellezza e dell’armonia classica, oggetto di ammirazione da parte del grande pubblico.

«Ogni scoperta archeologica – commenta l’archeologa Valentina Caminneci – segna una tappa del progresso della civiltà, rappresenta la conquista di ciò che era perduto, alimenta la crescita morale dell’umanità. Il numero considerevole di docenti iscritti al corso promosso dal Parco, ben 185, conferma l’attualità e l’interesse del percorso formativo».

«Parlare dei Bronzi di Riace – aggiunge Malacrino – è sempre una grande emozione. Non sono per la loro storia, ma anche per l’opportunità di illustrare come e quanto si cambiato il Museo in questi ultimi anni. Un Museo che sempre più dialoga in modo inclusivo con la comunità del territorio e una comunità che sente il Museo come un luogo aperto e dinamico, energico intorno ai suoi capolavori identitari, i Bronzi di Riace. Ringrazio il direttore e tutto lo staff del Parco Valle dei Templi di Agrigento per questo invito, con l’auspicio che possa essere l’inizio di una feconda collaborazione, al pari di quella già consolidata con altre istituzioni museali siciliane, come quelle di Siracusa, Taormina e Messina».

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