lunedì,Maggio 27 2024

IL FRONTE DEI DIRITTI | Stop registrazione dei figli delle coppie omosessuali, Saveria e Maria: «È doloroso e spaventoso»

La coppia: «L'esser figlia ed essere madre lo fa il sentimento, ma a questo punto purtroppo lo fa anche la burocrazia»

IL FRONTE DEI DIRITTI | Stop registrazione dei figli delle coppie omosessuali, Saveria e Maria: «È doloroso e spaventoso»

Lo stop alle registrazione dei figli delle coppie omosessuali stravolge la vita di chi, anche nel nostro Paese, pensava di esserci riuscito a costruire una famiglia che avesse tutele legali. Adesso ciò che dal punto di vista legale era certo, con le modifiche pensate dal Governo, assume contorni sfumati e porta tanto dolore in famiglie nate dall’amore. Abbiamo ascoltato una giovane coppia che da poco ha avuto un bimbo. Con nomi di fantasia le chiameremo Saveria e Maria.

Col cambio di governo c’era il sentore che le cose potessero cambiare. Come vivete questo momento?
«Sì, era nell’aria, come annunciato dalla premier. Le minacce fatte sono state mantenute purtroppo. È doloroso e spaventoso. Fino a che non sono diventata mamma ne parlavo in modo teorico, ora parlo con gli umori, coi sentimenti.

Quella che loro definiscono tutela dei minori è l’esatto contrario. Mia figlia è tutelata dallo Stato fino a quando le sono riconosciuti due genitori, nel momento in cui le viene tolto uno dei due non è tutelata. In un periodo storico in cui aumentano le violenze domestiche, le trascuratezze familiari, credo che lo Stato dovrebbe intervenire per quei casi coi servizi sociali, non con me che sono una professionista, come mia moglie, siamo benestanti e sarei costretta a intraprendere un processo di adozione di mia figlia. L’esser figlia ed essere madre lo fa il sentimento, ma a questo punto purtroppo lo fa anche la burocrazia.

Abbiamo fatto per nostra figlia, tutto quello che qualunque altro genitore amorevole e sano fa per un figlio che sta per venire al mondo. Abbiamo gettato le basi per crescere nel migliore dei modi. Quindi io dovrò stare tre anni con gli assistenti sociali in casa che giudichino se io e mia moglie siamo adatte prima di arrivare a un processo che mi consenta di adottare. Per me è mortificante. Avrei anche adottato se lo stato me lo avesse consentito perché non ho alcun tipo di possesso nei confronti di mia figlia.

Avete pensato di ricorrere alle vie legali per fare valere i vostri diritti?

«Certo. Io ho sentito i miei legali, anche Cathy La Torre, la rete Lenford. Fino a quando sono presente nell’atto di nascita di mia figlia non posso intraprendere alcuna azione legale, perché sono genitore al 100%. Dovesse pervenirmi la revoca dell’atto di nascita agirei mediante richiesta di adozione, che durerebbe tre anni, durante i quali mia figlia resterebbe priva di una parte di tutela. Noi siamo uguali agli altri. Venissero in casa a vedere cosa c’è di sbagliato o di diverso».

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