martedì,Febbraio 27 2024

La vita blindata di Nicola Gratteri: «Io ucciso dalla ‘ndrangheta? Sarà l’inizio della sua fine»

Le Iene hanno trascorso un'intera giornata con il procuratore di Catanzaro: «Per alcune famiglie criminali sono un'ossessione. Il mio sogno? Liberare questa terra e dare fiducia e speranza alla gente»

La vita blindata di Nicola Gratteri: «Io ucciso dalla ‘ndrangheta? Sarà l’inizio della sua fine»

Viaggia con cinque auto blindate, dieci uomini della scorta, tutti i percorsi vengono preventivamente programmati, la sua auto non è mai la prima della carovana, se prende parte a un convegno o a un evento tutto viene bonificato. Ha uno stipendio di 7300 euro al mese: «Questo mi ha consentito di mantenere i figli all’università». Luigi Pelazza e una troupe delle Iene hanno trascorso un’intera giornata con il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, l’uomo più temuto e minacciato dalla ‘ndrangheta.

«Nella mia vita avrà fatto errori, l’importante è aver lavorato in buona fede, non facendo mai porcherie». Quindi il procuratore parla delle persone che riceve settimanalmente: «Qui ci sono 250 persone che chiedono di parlare con me, ogni persona racconta il proprio dramma, l’usura, le vessazioni, le ingiustizie».

Ma Gratteri teme per la sua vita? «Bisogna addomesticare la paura, per alcune famiglie criminali sono un’ossessione. Se dovessi morire per mano della ‘ndrangheta potrebbe essere l’inizio della sua fine».

«Senza intercettazioni non si va da nessuna parte» – dice senza mezzi termini Gratteri riferendosi alla discussione sulle intercettazioni. «Il ministro Nordio ha detto che non servono e che bisogna abolirle, dice pure che non si riferisce ai reati di mafia o terrorismo però non dice nulla sulle intercettazioni che riguardano la pubblica amministrazione. Spesso – aggiunge Gratteri – lo snodo tra politica e ndrangheta passa proprio dalla pubblica amministrazione. Vogliamo sapere su quelle cosa intende fare, lì il danno sarebbe terribile».

Ma quella di Gratteri è una vita fatta soprattutto di sacrifici: «Non so da quanto non faccio una passeggiata con mia moglie, non esisteVedo i figli una volta ogni 2-3 mesi mezz’ora per questioni di sicurezza. Mia moglie insegna matematica in una scuola media, ci sono stati periodi in cui lei andava al lavoro e la bidella le sputava perché io avevo arrestato il marito. Hanno sparato a casa della mia fidanzata e le hanno di non sposarmi perché avrebbe sposato un uomo morto». Invece quella giovane decise poi di sposarlo: «Mi sento in colpa con la famiglia ma ogni cosa ha un prezzo. Ho avuto la fortuna di trovare una buona moglie, che ha fatto da padre e da madre. Non entro in un cinema da 30 anni. Mi piacerebbe andare in bici o in moto».

Ma il procuratore non si pente di nulla: «Tornassi indietro farei di più e meglio con l’esperienza di oggi. Sogno di liberare questa terra e dare fiducia e speranza alla gente».

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