venerdì,Giugno 14 2024

Dal sogno alla realtà, ecco come beni costruiti illegalmente rinascono per un futuro che sa di speranza

Il consorzio Macramè con la cooperativa Rose Blu e la fondazione Vismara ha illustrato un percorso di “Mutualità a sud” dove le fragilità diventano una forza da sostenere

Dal sogno alla realtà, ecco come beni costruiti illegalmente rinascono per un futuro che sa di speranza

È stato presentato oggi il progetto “Mutualità a sud”. Un’idea che nasce come occasione per presentare la prima fase del sistema di mutualità territoriale che il Consorzio Macramè sta sperimentando come risposta possibile alle complesse fragilità in un’ottica di sviluppo locale, dentro il progetto Impronte a Sud, sostenuto da Fondazione Con il Sud e Fondazione Peppino Vismara.

Mutualità a sud

Fa parte di questa sperimentazione la costituzione di un Fondo Mutualistico (che prevede una parte monetaria e una non monetaria) finalizzato a garantire attività di microcredito e servizi sociosanitari a persone in condizione di particolare vulnerabilità già in carico al Servizio di Assistenza Domiciliare. Il Fondo è già l’esito di un percorso che ha coinvolto il Consorzio, la cooperativa Social Hub, partner di progetto, e due organizzazioni esterne, la MAG delle Calabrie e il Birrificio Reggino.

Il consorzio Macramè

«Sentiamo l’esigenza da un lato di analizzare quanto fin qui prodotto, sia il dispositivo del sistema di mutualità sia le azioni intraprese e in itinere. Dall’altro di contaminarci con alcune delle migliori e più consolidate esperienze di sviluppo locale ed economia sociale. Di capire come valutare l’impatto, in maniera duplice, dall’interno e dall’esterno, dello sforzo che stiamo compiendo». Hanno detto i rappresentanti del consorzio durante una giornata che li ha visti partire dall’università Mediterranea per poi passare dai beni confiscati alla mafia destinati al terzo settore.

«Per noi è necessario intrecciare le nostre strategie alle politiche pubbliche; non soltanto co-programmando e co-progettando, che è quanto proviamo già a fare quotidianamente, ma divenendo noi stessi policy maker di una più ampia visione trasformativa dei nostri territori. Per noi una comunità è un insieme di persone e organizzazioni che condividono un territorio, relazioni, emozioni, interessi, valori, cultura, appartenenza; caratteri che, probabilmente, non sono mai presenti tutti contemporaneamente e mai tutti con la medesima intensità.

E, soprattutto, non sono dati una volta e per sempre. Se è vero che la relazione è l’unico bene che si produce mentre si consuma, per noi di Macramè e per i nostri compagni di viaggio è proprio questo che assume caratteri di generatività ed è condizione necessaria allo sviluppo di comunità».

Bene confiscato a Villa

Un percorso che si è concluso a Villa San Giovanni dove il presidente della cooperativa Rose Blu Domenico Barresi ha accolto il direttore e il presidente della fondazione Vismara Carmine Guanci e Paolo Morirero. Un sopralluogo sul bene confiscato che diventerà un “Dopo di noi” ha anticipato una riflessione condivisa: è un sogno che prende forma.

I Fondi Pnrr

Lo ha definito così anche l’ingegnere della Metrocity Pietro Foti che, nell’illustrare gli step che hanno portato al finanziamento con i fondi del PNRR, ha ribadito come «Un errore comune è pensare alla realizzazione e non alla gestione del bene. La speranza è che questi non siano solo progetti che abbiamo finanziato ma che abbiano un futuro. La speranza è che si inneschino dei percorsi virtuosi. E quella della cooperativa Rose Blu è un’esperienza che ci gratifica e che da un senso al nostro lavoro. Per noi sarà una gioia, tra poco più di un anno, vedere quel bene risorgere».

La fondazione Vismara

«Abbiamo creduto a questo recupero dei beni confiscati e con il bando del 2019 di Fondazione con il Sud abbiamo collaborato con loro e abbiamo conosciuto il consorzio Macramè – ha spiegato il direttore Guanci – Da quella conoscenza si è sviluppato un ulteriore rapporto con la cooperativa Rose Blu. Ci è piaciuto il progetto che c’è stato presentato per il recupero di questo immobile che doveva servire per allietare la vita di qualche personaggio che sicuramente non avrebbe saputo restituire alla collettività la ricchezza costruita in maniera illegale. Invece, qui troveremo, mi auguro presto, un luogo dove ci sarà socialità e mutualità.

Un posto dove persone con una situazione di svantaggio potranno trovare dignità e pensare ad un futuro. E questo per noi è il segno tangibile di una speranza che si fa concreta. E che dimostra che esistono alternative possibili. Noi come piccola fondazione del Nord crediamo in questi processi ma dove troviamo persone capaci con entusiasmo e con voglia di fare e di mettersi in gioco cerchiamo di dare una mano, di fare la nostra parte. Per noi sono semi che devono crescere quindi che ben venga lo sviluppo di questo tipo di politiche».

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