martedì,Aprile 16 2024

Giornata internazionale diritti dei migranti a Reggio, Panzera: «In Europa centri di detenzione che sembrano lager» – VIDEO

Lo Spazio Open ha ospitato la testimonianza dei beneficiari dei progetti di Sant'Alessio in Aspromonte

Giornata internazionale diritti dei migranti a Reggio, Panzera: «In Europa centri di detenzione che sembrano lager» – VIDEO

Giornata internazionale per i diritti dei migranti anche a Reggio Calabria. Lo Spazio Open ha ospitato la testimonianza dei beneficiari dei progetti di Sant’Alessio in Aspromonte.

Nel 2023 gli sbarchi sono aumentati rispetto agli anni precedenti, di molto.  Dall’inizio dell’anno fino al 14 dicembre 2023, secondo i dati forniti dal Ministero degli Interni, le persone migranti “irregolarmente” sbarcate sulle coste italiane risultano finora 153.407 (circa 340 in più rispetto alla settimana precedente).

Come chiarisce Maurizio Panzera, responsabile del Centro di cultura sociale “Francesco Misiano” di Reggio: «La situazione che vivono i rifugiati rasenta il vergognoso. Abbiamo in Europa dei centri di detenzione che sono sostanzialmente dei lager, che ricordano in larga misura quello che è accaduto al popolo ebraico durante il secondo conflitto mondiale.

A fronte di una situazione demografica fortemente calante in Europa, la popolazione italiana pensiamo che è scesa sotto i 59 milioni, c’è un problema di manodopera che bisognerebbe reclutare per potere mandare avanti i centri di produzione italiani.

E invece ci si ostina a portare avanti delle politiche securitarie e delle politiche di rifiuto praticamente nei confronti dei migranti. Questo non è più accettabile: la giornata del 18 dicembre deve essere celebrata quindi anche qui a Reggio che è terra ormai di approdo e qui in Calabria che è stata sempre terra di accoglienza. Siamo qui per discutere della situazione che vivono i migranti e che è drammatica».

Miriam Jaskierowicz Arman, migrante per eccellenza

Nella giornata dei diritti dei migranti la testimonianza importante di Miriam Jaskierowicz Arman, artista cosmopolita, pedagoga vocale che con l’Accademia dello sviluppo della voce e ambasciatrice di pace. Lei è figlia di deportati, sopravvissuti ai campi di sterminio di Bergen-Belsen. Una storia lunga e dolorosa, che l’ha formata come artista completa. È pittrice, poetessa e artista a tutto tondo, cosmopolita si è trovata ad abitare in tanti posti del mondo fino ad approdare in riva allo Stretto e a portare la sua cultura e la sua esperienza.

E di rifugiati, Miriam Jaskierowicz Arman, ne sa tanto: «Dal momento che sono nata sono migrante. I miei genitori dopo 5 anni in capo di concentramento sono arrivati in Germania sicuramente erano migranti, dopo in America lo stesso. Per me Israele e anche nel mio paese sono arrivata come immigrante, lo stesso a Montevideo, in Russia, in Ucraina. Ovunque ho vissuto da immigrante anche in Italia. Dipende da come si vedono le cose, quando sono in un posto per me è il mio posto e non mi vedo come un pezzo di fuori perché cerco immediatamente non solo di abituarmi ma di fare parte della società in tutti i modi. Non faccio e non cerco di fare una differenza tra me, te e gli altri, altri nazioni altri colori per me è tutto uguale».

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