martedì,Aprile 16 2024

Aeroporto dello Stretto: mentre Ita conferma l’impegno sullo scalo, Foti invoca una Commissione d’inchiesta sui ritardi accumulati

Per il presidente della Fondazione Magna Grecia gli attuali sviluppi vanno festeggiati ma «con l’amaro in bocca perché si poteva fare prima e recuperare il gap con il resto del paese»

Aeroporto dello Stretto: mentre Ita conferma l’impegno sullo scalo, Foti invoca una Commissione d’inchiesta sui ritardi accumulati

Il futuro del sistema aeroportuale al centro dell’incontro organizzato dalla Fondazione Magna Grecia, tenutosi questo pomeriggio a Palazzo San Giorgio. Ad aprire i lavori dell’evento, moderato da Fabrizio Frullani, vice direttore del Tg2, il presidente della Fmg, Nino Foti. Sono intervenuti, inoltre, il vice sindaco della Città metropolitana, Carmelo Versace; Pietro Caldaroni, responsabile comunicazione e relazioni istituzionali Ita Airways; Antonello Colosimo, presidente di sezione della Corte dei Conti; in collegamento Pierluigi Di Palma, presidente Enac e Antonino Tramontana, presidente della Camera di commercio di Reggio Calabria.

Foti: «Con il Ponte diventerà un aeroporto di ampio respiro»

«L’aeroporto dello Stretto, anche in considerazione della realizzazione del Ponte, rappresenta un’infrastruttura strategica per lo sviluppo di tutto il territorio – ha commentato il presidente della Fondazione Magna Grecia Nino Foti -. Anche per questo motivo abbiamo fortemente voluto questo momento di confronto. Più di 30 anni fa, quando si costruì la Roma – Milano e Milano – Napoli, era necessario un collegamento fino a Palermo o Catania, ma non è stato fatto e probabilmente, a quel tempo, c’è stata una lobby, perchè il gruppo Fiat non voleva che si facesse il trasporto su ferro. Questa è una pagina triste per le nostre rappresentanze parlamentari, perchè subirono questa situazione».

Commissione d’inchiesta

Moderato entusiasmo guardando al tempo perso. Infatti, Foti ha garantito che «quando ci sarà la possibilità, proporremo una Commissione d’inchiesta. Intanto, per l’alta velocità serviranno ancora almeno 10 anni e quindi cosa si fa in questo lasso di tempo? Per cui, ben venga la possibilità di sfruttare l’aeroporto. Reggio per troppo tempo è stata abbandonata e quindi accogliamo favorevolmente questa iniziativa. Il ponte, che adesso ha concretezza per essere realizzato, è una delle ragioni per le quali qualcuno voleva che l’aeroporto di Reggio non diventasse un aeroporto internazionale. Ora automaticamente, con il ponte che sarà una delle meraviglie dell’Italia e dell’Europa, l’aeroporto dello Stretto diventerà di ampio respiro».

Colosimo: «C’è bisogno di velocità e collegamenti»

«Oggi c’è questa concomitanza favorevole della visita del premier in Calabria, ma la cosa più importante è l’approvazione, ieri in Consiglio dei ministri, del progetto esecutivo del ponte sullo Stretto – ha affermato Antonello Colosimo, presidente di sezione della Corte dei Conti – quindi si realizza di fatto l’avvio dei lavori per unire la Sicilia alla terraferma e creare un bacino di utenza per l’aeroporto di Reggio Calabria consistente. Attualmente, un milione e mezzo tra reggini e messinesi utilizzano gli aeroporti con grandi difficoltà anche solo per raggiungere Roma, e oggi non è pensabile per un Paese che ha bisogno di velocità e collegamenti».

Caldaroni: «Noi ci siamo e restiamo»

«Per qualcuno che arriva c’è qualcun altro che resta – ha precisato Pietro Caldaroni, responsabile comunicazione e relazioni istituzionali Ita Airways – c’eravamo dal primo giorno e poi siamo partiti con una nuova compagnia aerea in 15 ottobre 2021 e quindi noi voliamo da Reggio da quella data e raggiungiamo Roma e Milano che sono i nostri aeroporti di riferimento, soprattutto Roma che è il nostro hub. La nostra presenza qui oggi è anche quella di dimostrare un attaccamento al territorio e la nostra intenzione di restare e continuare a dare il nostro servizio che si differenzia dai nostri competitor in termini tipologia ma anche per il fatto che la nostra missione è collegare i territori con il nostro hub e poi garantire tutta una serie di connessioni verso l’Italia e il resto del mondo, con i nostri voli intercontinentali che partono da Fiumicino e raggiungono diverse aree del mondo. Intanto, ci sono tanti originari calabresi e sposando il “Turismo delle radici”, vogliamo contribuire a farli tornare nei lori paesi natii. Per cui, noi ci siamo e restiamo».

Il modello Puglia

E l’importanza dell’aeroporto per lo sviluppo dell’intero territorio sia in chiave turistica che economica è stata sottolineata dal presidente Tramontana, che ha confermato l’avvio di interlocuzioni con le altre Camere di commercio dei paesi adesso collegati a Reggio, come Marsiglia. E sul tema i dati confermati da Di Palma, presidente Enac non lasciano dubbi. «Credo che effettivamente l’idea di un dibattito sul sistema aeroportuale come elemento di sviluppo di un territorio sia l’elemento che è anche la “Policy” del nostro ente. Va riconosciuto al presidente Occhiuto, sin dal suo insediamento, di aver voluto ipotizzare lo sviluppo economico della Calabria basandosi sostanzialmente su quello che può essere l’implementazione di collegamenti aeroportuali, prendendo al modello quello che è successo nella Puglia partendo però 25 anni fa. Modello che si sta un po’ alla volta realizzando anche in Calabria».

Di Palma: «Garantito anche a Reggio un modello di sviluppo diverso»

Il presidente Enac ha confermato come «nel giro di un anno siamo riusciti, supportando quell’attività frenetica del presidente Occhiuto, a garantire anche a Reggio Calabria un modello di sviluppo diverso. Sembrava un aeroporto totalmente abbandonato con realtà di passeggeri molto marginali e oggi comincia a diventare una realtà che può fare non solo della domanda ma anche dell’offerta, e mi ricollego all’idea Ryanair, un punto nevralgico del potenziamento dei network aeroportuali che potrà chiamare anche il nostro vettore di riferimento nazionale a guardare con più attenzione ad una integrazione del proprio network soprattutto se a breve ITA entrerà in qualcosa di più importante dotando il nostro paese, finalmente, di una compagnia di riferimento nazionale che potrà arrivare a contare anche 180 aeromobili.

Ciò significa che poi bisogna determinare i collegamenti con Roma e Milano che diventano interconnessioni anche per le regioni periferiche per guardare al mondo intero». Ma da solo l’aeroporto non può bastare e per Di Palma è chiaro che «se non ci sono standard ricettivi adeguati si rischia di avere un turismo precario perché non si fidelizza ad un territorio. Di sforzi Enac ne ha fatti tanti, garantendo che finanzieremo anche il simulatore per migliorare la sicurezza dello scalo e la formazione dei piloti, e credo che nell’arco di poco più di un anno abbiamo dato risposte importanti nel presente a Reggio Calabria guardando con attenzione ad un futuro prossimo».

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