venerdì,Maggio 24 2024

Il Garante nazionale delle persone private della libertà personale a Reggio

Occasione l'incontro con due giovani detenute iraniane. Per il garante regionale Muglia: «Garantire diritti umani fondamentali è obiettivo primario»

Il Garante nazionale delle persone private della libertà personale a Reggio

Il Garante nazionale delle persone private della libertà  personale ha inviato nei giorni scorsi una delegazione in Calabria. L’avvocato Irma Conti, componente del Collegio del Garante nazionale, ha incontrato le detenute iraniane Maysoon Majidi e Marian Jamali, in misura cautelare perché accusate di essere “scafiste”, ristrette presso gli istituti  penitenziari di Castrovillari e di Reggio Calabria. Al capo delegazione Irma Conti si è affiancato  l’avvocato Luca Muglia, Garante regionale dei diritti delle persone detenute, che monitorerà  l’evolversi della situazione in coordinamento con il Garante nazionale. 

«La visita istituzionale – ha sottolineato Muglia – riveste un significato importante in termini di  attenzione e vicinanza del Garante nazionale alla vicenda delle giovani donne iraniane ed alle problematiche che affliggono le persone detenute in Calabria. Ringrazio, in modo particolare, la componente del Collegio del Garante nazionale Irma Conti, la quale nel corso della visita ha  ascoltato le giovani iraniane e le altre detenute che hanno chiesto di esporre i loro bisogni,  interagendo fattivamente con l’Amministrazione penitenziaria su questioni di estremo rilievo». 

«Quanto a Maysoon Majidi e Marian Jamali – ha concluso il Garante regionale – stiamo ultimando  gli approfondimenti necessari circa la biografia personale, le condizioni di detenzione, l’assistenza  psicologica, lo stato delle procedure relative alla protezione internazionale e le possibilità di ricongiungimento familiare. Seguirà ogni ulteriore accertamento in forza dei mandati nazionali ed  internazionali che competono, nello specifico, all’Autorità Garante Nazionale. Fatta salva  l’autonomia ed indipendenza della magistratura, a fronte di fattispecie di reato così delicate quali  quelle di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina, che prevedono pene molto elevate, l’individuazione della responsabilità penale richiede un modello di intervento, investigativo  e probatorio, in grado di scongiurare o ridurre il rischio di errori giudiziari. L’obiettivo primario,  infatti, è assicurare sempre e comunque la tutela dei diritti umani fondamentali».

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