venerdì,Giugno 21 2024

Ponte sullo Stretto, Caminiti: «Ben venga la class action». Fiorita: «Ascoltare i cittadini»

Con i sindaci di Villa e Catanzaro in corteo anche l'ex primo cittadino di Messina Renato Accorinti: «Vinceremo questa battaglia»

Ponte sullo Stretto, Caminiti: «Ben venga la class action». Fiorita: «Ascoltare i cittadini»

«E’ importante essere qui, Catanzaro è capoluogo di Regione e questo è un passaggio politico che investe tutti noi. E’ giusto ascoltare i cittadini e rimettere a loro la decisione». Così il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita, presente alla manifestazione di Villa San Giovanni per dire no al Ponte sullo Stretto. «Si tratta di un’opera che va a mettere le mani in tasca ai cittadini e ai siciliani – ha proseguito – Credo che sarebbe giusto che una scelta così importante venga assunta dai cittadini calabresi. Io penso che non sia la priorità». Tra i “no-pontisti” della prima ora l’ex primo cittadino di Messina Renato Accorinti. «La mia battaglia è inziata nel 2002 quando non ero neanche sindaco – ha espresso – C’è un’intera area del meridione mortificato da sempre. Ci dobbiamo unire sulla sacralità dello Stretto, un patrimonio che appartiene a tutta l’umanità. Vinceremo questa battaglia».

Tra le prime file del corteo il padrone di casa Giusy Caminiti, sindco di Villa San Giovanni. «Abbiamo sempre avuto massima apertura nei confronti di tutti, pur nelle differenti posizioni. Siamo stati in una fase di attesa coerente, e dal consiglio comunale aperto abbiamo espresso il nostro No senza frizioni e questa piazza lo dimostra. Mi auguro che ci siano anche tanti Sì che siano venuti ad ascoltare le nostre ragioni. E’ una piazza che dice sì ad uno sviluppo diverso. Come ci determineremo? Ben venga la class action. Tutti gli spazi che occupa la comunità sono spazi bene occupati. Il comune di Villa San Giovanni insieme alla città metropolitana di Reggio Calabria, al comune di Messina e al sindaco metropolitano Federico Basile ha fatto una precisa richiesta per una sospensione della conferenza al MIT, al Ministero delle Infrastrutture. È una richiesta di sospensione che ha un fondamento giuridico. Chiaramente ha un sapore politico perché gli enti stanno chiedendo di avere più tempo per presentare le osservazioni e le richieste di integrazione al Ministero delle Infrastrutture. Però a differenza delle sospensioni che ci venivano in via precauzionale, noi abbiamo atteso il momento in cui ci fosse un fondamento giuridico per questa richiesta. E il fondamento oggi c’è perché appunto la stessa Stretto di Messina ha chiesto un termine fino al 12 settembre per le integrazioni. Quindi slitta il cronoprogramma dettato inizialmente da Salvini e ci sarà anche più tempo per il nodo espropri».

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