sabato,Novembre 28 2020

«Granillo è stato una figura di punta del calcio romantico d’altri tempi»

Beppe Marotta riceve il “Premio Granillo” e augura alla Reggina di risalire la china e tornare in serie “B”

«Granillo è stato una figura di punta del calcio romantico d’altri tempi»

«Granillo è stato una figura di punta del calcio romantico d’altri tempi» Con queste parole Beppe Marotta commenta il “Premio Granillo” e augura alla Reggina di risalire la china e tornare in serie “B”. Non si sono mai conosciuti, eppure un c’è un filo a legarli strettamente. Oreste Granillo e Beppe Marotta hanno vissuto e animato il mondo del calcio di una volta, diverso dall’attuale visione molto legata al businnes. E proprio all’amministratore delegato dell’Inter è stato tributato il “Premio Oreste Granillo”, giunto alla seconda edizione, ieri pomeriggio, a palazzo Alvaro, sede della Città Metropolitana di Reggio Calabria.
Il premio è stato ideato dal giornalista Maurizio Insardà che, per l’occasione, ha voluto al suo fianco lo scrittore e giornalista Italo Cucci. La serata è stata moderata da Marica Giannini di Sport Italia.

«Un personaggio locale che soprattutto al calcio di Reggio Calabria ha dato molto». Così Marotta ricorda Oresta Granillo: «non l’ho conosciuto personalmente perché al momento del mio approccio nel mondo del calcio lui ha smesso, ma credo che sia, per noi dirigenti un punto di riferimento molto importante per il calcio “romantico”. Un calcio che oggi non c’è più, ma questi valori hanno sempre uno spazio rilevante. Non possiamo dimenticare che il calcio è un fenomeno sportivo di businnes, ma anche sociale per cui noi dirigenti abbiamo grandi responsabilità nei confronti della socialità, della città in cui operiamo, delle famiglie perché abbiamo anche la gestione di ragazzi e bambini che ci vengono da loro affidati e per questo non possiamo fare a meno di valori basilari».
La visita per ritirare il premio nella città dello Stretto è stata occasione per Marotta (che ha anche fatto tappa al museo per i bronzi) per rivedere tanti amici del passato, dei tempi gloriosi della Reggina in sere A, Franco Jacopino e Gabriele Martino. «Sono bei ricordi – spiega il dirigente – perché prima di arrivare ai grandi club ero nelle squadre di provincia (Como, Varese, Monza, Sampdoria) e al Granillo sono venuto ad incontrarle come avversari». E poi incalza «Il Sud ha bisogno di ritrovare quel prestigio quel blasone che ha perso negli ultimi anni. Oggi abbiamo il Lecce che ci rappresenta nella massima serie, oltre al Napoli, serve ancora più partecipazione delle quadre del Sud. La Reggina è in testa in serie C e spero possa risalire la china e approdare alla serie B».
Felice, emozionata ed orgogliosa si è detta Stella, la figlia Granillo: «Marotta – afferma – Marotta non ha bisogno di presentazioni, è un personaggio poliedrico, ed è stata una sorpresa positiva che il premio di un grande presidente sia dato ad un personaggio di spicco del calcio italiano».