sabato,Ottobre 16 2021

Gabriele Martino: «Potevo portare Kakà alla Reggina»

L’ex dirigente amaranto si è raccontato in esclusiva al nostro network, rilasciando una lunga intervista a LaC News 24: «Amaranto buona squadra, ma servirebbe credere di più nel Sant’Agata»

Gabriele Martino: «Potevo portare Kakà alla Reggina»

di Matteo OcchiutoGabriele Martino e la Reggina, un legame indissolubile, mai del tutto spezzato. Il dirigente, recentemente separatosi dal Lamezia Terme, si è raccontato ai microfoni del nostro network, rilasciando una lunga intervista a Lac News 24, che potrete leggere integralmente qui. https://www.lacnews24.it/sport/gabriele-martino-l-esperto-dirigente-ex-reggina-catanzaro-e-lamezia-volevo-portare-kaka-a-reggio_144249/
Molte sono state le domande che gli sono state poste sulla compagine amaranto, di cui vi proponiamo un estratto (in foto Martino durante una trattativa di calcio mercato).

Partiamo dal presente: come sta e quali sono i programmi futuri di Gabriele Martino?
Sto bene. Voglio continuare ad aggiornarmi, a studiare, a lavorare a 360 gradi, aspettando che si possa tornare ad essere utili ancora da protagonisti.

Ha ancora un sogno nel cassetto?
I sogni sono sempre belli. Sopratutto quando possono essere realizzati. Vorrei continuare a fare calcio secondo i criteri che ho sempre sposato, cioè quello del lavorare a tutela delle società, con grandissimo impegno ed entusiasmo, pur non essendo più ragazzini. Facendolo per obiettivi ambiziosi, anche nel campo della formazione. Ecco, il mio sogno è avere affidato un incarico che mi permetta di costruire un’organizzazione duratura e globale, dalle infrastrutture alla prima squadra e sopratutto nel settore giovanile, alla creazione di un vivaio forte. Quello credo che debba essere un punto focale di una società di calcio.

Un giocatore che avrebbe sempre voluto acquistare ma che non è mai riuscito a prendere.
Parecchi in realtà. Penso al giovanissimo Kakà. Allora era nel mirino della Reggina, quando era giovanissimo. Eravamo stati fra i primi a scoprirlo, a osservarlo, ma non ci furono le possibilità di portarlo in riva allo Stretto.

Parliamo di Reggina: che campionato crede possano fare gli amaranto?
Queste prime sette giornate ci dicono qualcosa. Anche quest’anno è stata rivoluzionata la squadra, con l’arrivo di Alfredo Aglietti. È stata costruita una squadra buona, sufficientemente esperta con un mix di giovani di qualità. La posizione in classifica è fra quelle che sono sospese: è un torneo diverso dai precedenti, non sembra che ci siano le ammazza-campionato. Ci sono un novero di squadre che lotteranno per i primi due posti, oltre a quelle che poi si giocheranno i playoff. Segnalo il Pisa e la Cremonese, che non sono affatto sorprese, ma anche il Lecce, il Benevento e anche Parma e Monza, così come la stessa SPAL. C’è grande equilibrio. Finora gli amaranto hanno raccolto un bottino non esaltante ma buono. Aglietti ha un collettivo che secondo me farà un buonissimo campionato che credo, probabilmente, possa culminare nei playoff. Reputo tuttavia che la società debba dotarsi di un progetto diverso, di strategie diverse.

Si riferisce all’investire più sui giovani?
La Reggina ha un patrimonio inestimabile, il vero capolavoro realizzato negli anni passati: il Centro Sportivo Sant’Agata, che consentirebbe davvero di fare calcio a livello giovanile ad altissimo livello, dai primi calci al professionismo. Si rende indispensabile, secondo me, iniziare questo tipo di progettualità. Forse finora non si è avuto il tempo o forse, ma non credo, la proprietà non crede in questo investimento come fonte tecnica e di potenziali risorse finanziarie. Ma sarebbe un grave errore.

Lei ha visto alternarsi tante presidenze: Foti, Praticò, Gallo. Ci dice, secondo lei, pregi e difetti?
Di Gallo non posso parlare, non avendoci lavorato a stretto contatto. Posso valutare i risultati sportivi raggiunti, con una promozione dalla C alla B raggiunta velocemente, seppur mediante l’utilizzo di ingenti risorse economiche. Di Foti e Praticò posso elencare solo pregi, non difetti. Il primo è passato da semplice tifoso a dirigente, poi a presidente, poi a manager appassionato. Aveva una passione smodata e una sete di successi incredibile, che lo hanno portato ad essere finora l’unico in grado a portare la Reggina nell’olimpo del calcio italiano. L’altro, Praticò, si è reso protagonista di una ripartenza difficile, quella del calcio a Reggio Calabria, insieme a un gruppo di imprenditori locali, nel quale credo di aver dato il mio contributo. Ha avuto tanta passione nella fase più negativa della storia della Reggina. Ecco, quella li accomuna: un grande amore passionale per il calcio e per la città di Reggio.
Continua a leggere l’intervista su LaC News 24 (https://www.lacnews24.it/sport/gabriele-martino-l-esperto-dirigente-ex-reggina-catanzaro-e-lamezia-volevo-portare-kaka-a-reggio_144249/).

top