sabato,Maggio 28 2022

Viola irriconoscibile, la Virtus Arechi Salerno vince facile. Al Pala Longo è 73-54

Reggio Calabria cade nella prima uscita dell’anno solare, la Virtus Arechi vince facile contro i ragazzi di coach Bolignano privi di Fortunato Barrile

Viola irriconoscibile, la Virtus Arechi Salerno vince facile. Al Pala Longo è 73-54

di Matteo Occhiuto – Brutto ko nell’esordio d’anno solare. La Pallacanestro Viola perde male a Salerno, sgretolandosi sin dal primo tempo contro una Virtus Arechi che, pur senza strafare, archivia con abbondante anticipo il match contro i reggini. Pessime percentuali offensive per Reggio, incapace persino di toccare i sessanta punti in terra campana.

Primo tempo

Come coach Bolignano aveva previsto, la partita non esce velocemente dai blocchi. Sia i campani che i neroarancio, privi di capitan Barrile – fermato dal covid – faticano tremendamente a trovare la retina, forse arrugginiti dai tanti giorni di stop. Il risultato è che i primi cinque minuti di partita vedono partorire pochissimi canestri. Col passare dei minuti il ghiaccio sulle mani dei giocatori si scioglie, al primo break Salerno è avanti 17-11.

La Viola però fatica, forse anche più di quanto non dica il tabellone del punteggio. Fatica Yande Fall sotto plancia, fatica Bruno Duranti (che chiuderà i primi venti minuti con un brutto 0/4 al tiro), fatica anche Amar Balic che perde più di un pallone sanguinoso e mette solo uno dei quattro tiri tentati. Il risultato è che Reggio si schiaccia man mano col passare dei minuti, lasciando ad una comunque non straordinaria Salerno la possibilità di allungare prima dell’intervallo lungo. Si rientra negli spogliatoi con i ragazzi di coach Di Lorenzo forti di un vantaggio in doppia cifra: 36-26. Numeri offensivi non buoni per Reggio, la cui unica nota positiva è Franco Gaetano.

Secondo tempo

Il ritorno sul parquet è traumatico per la Viola, che non riesce a rianimare la propria partita. Dopo appena un minuto, Salerno mette a referto un mini parziale di 6-0, il gap fra le due squadre sale a sedici lunghezze e inizia a diventare sostanzioso. I campani continuano a fare male nel pitturato, Bonaccorso e Valentini riescono a vincere il mis-match sui rimalzi contro il re di questo fondamentale, Fall. Proprio il numero 13 bluagrana diventa protagonista, a differenza di una coppia, quella formata da Balic e Duranti, che dall’altra parte non s’accende mai.


Neanche nell’ultima fase di gara la Viola riesce a rompere l’enorme fatica nel segnare. A complicare le cose, peraltro, c’è la poca possibilità di ruotare gli uomini in campo vista l’assenza di Barrile. Salerno continua a premere il piede sull’acceleratore e sale oltre i venti punti di vantaggio. Da lì in poi, in realtà, l’unico squillo degno di nota è la bomba di Ingrosso sulla sirena del terzo periodo. Gli ultimi dieci minuti sono pura accademia per la Virtus, che porta a casa agevolmente i due punti al termine dei quaranta minuti di gioco.

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