martedì,Aprile 16 2024

CA…LCI NOSTRI | A Siracusa l’amaro in bocca, come in Senato per il voto dei nostri parlamentari

Non spariamo sul nostro portierino. La sconfitta arriva nei minuti finali di una partita finalmente “vera”, come quella sull’autonomia differenziata, dove si vedrà chi può fare la differenza

CA…LCI NOSTRI | A Siracusa l’amaro in bocca, come in Senato per il voto dei nostri parlamentari

Peccato. Non tanto per la sconfitta in se, quanto per il fatto che questa sconfitta sia arrivata al termine di una partita di calcio vera, contro una squadra seria, con un pubblico altrettanto vero (bella e rumorosa anche la rappresentanza della Sud) e uno stadio (brutto e vetusto, per carità) ma a sua volta reale. Fuori dal Granillo, quest’anno, è la prima volta che succede. Bella la partita, ma il punto è sempre quello: facciamo una fatica tremenda a segnare. L’argentino è un tipo simpatico che in campo si spacca la schiena e se c’è da menare le mani (metaforicamente e non) non si tira mai indietro. Il giorno che azzeccherà anche un movimento sul primo palo, gli porterò come ex voto, una tazza di mate bollente alla fine dell’allenamento.

Non sparate sul portiere. A partita ancora in corso, i troll sui social – sempre gli stessi nomi inventati, mai, per dire, un picco di fantasia – hanno iniziato a inveire contro il nostro portierino per il gol preso su punizione. Sta crescendo, e in più occasioni ha dimostrato di saperci fare. Non è colpa sua se l’astruso regolamento della serie D (ma i dirigenti dei dilettanti, ci hanno mai giocato a pallone?) lo costringe in campo anche in partite come questa, lasciando fuori uno come Martinez. La pressione è tremenda, lasciatelo stare.

In settimana, in Senato, è passata l’autonomia differenziata. A determinare lo scrutinio favorevole alla legge voluta dalla Lega, che di fatto spacchetta in più parti il Paese e abbandona al loro destino le Regioni più disastrate (ve ne viene in mente qualcuna?), il voto determinante dei parlamentari calabresi. Gli stessi che fanno a gomitate per non venire impallati nelle foto durante la (rare) inaugurazioni, posa della prima pietra, restauri e riammodernamenti di un qualsiasi impianto sportivo del territorio. Quando, con l’entrata in vigore della legge, anche quelle rare occasioni di festa per un campetto restituito alla comunità cominceranno ad essere ancora più sparute, ci consoleremo con il fatto di non dovere trovare uno spazio in cronaca bianca in cui inserire le loro facce. (Barney p)

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