sabato,Luglio 13 2024

Reggio, l’osservatorio regionale per lo Sport sentito in commissione regionale Pari Opportunità

Audito il presidente Fabio Colella alla presenza di Giovanni Fedele, dirigente dell’Area Processo legislativo e Assistenza giuridica del Consiglio regionale

Reggio, l’osservatorio regionale per lo Sport sentito in commissione regionale Pari Opportunità

La Commissione regionale Pari Opportunità ha audito il presidente dell’Osservatorio regionale per lo sport, Fabio Colella, «nella ferma convinzione che i due organismi possano giocare una partita importante su un terreno comune che è quello dello sport». Presente anche Giovanni Fedele, dirigente dell’Area Processo legislativo e Assistenza giuridica del Consiglio regionale, nonché componente dell’Osservatorio.

La presidente della Commissione Anna De Gaio, ha espresso «soddisfazione per il coinvolgimento dell’Osservatorio in ordine alla promozione e attuazione di obiettivi comuni e condivisi in un momento storico in cui l’attenzione sullo sport femminile è massima anche alla luce dei risultati conseguiti a livello nazionale».

Da parte sua, il presidente Colella ha detto che «i recenti indirizzi nazionali e internazionali che si stanno delineando nella dimensione olimpica, lasciano intravedere nel prossimo futuro la possibilità di assistere allo svolgimento di campionati misti che vanno certamente nella direzione della valorizzazione degli atleti uomini e donne. Trattasi di un cambiamento culturale che sta investendo tutti i livelli consentendo alle donne di entrare a pieno titolo in tutti i consigli federali, sia come atlete che come rappresentanti delle società sportive nonché nella dirigenza.

Questi passaggi storici devono essere assecondati e nello stesso tempo analizzati e approfonditi, atteso che ancora persistono disuguaglianze di genere in diversi segmenti: uno per tutti la differenza che si registra nella fine carriera per un uomo e una donna che si ripercuote sia a livello retributivo che nella scelta da parte delle federazioni sportive di atleti uomini piuttosto che donne. In tal senso, dalla Commissione regionale pari opportunità e dal Consiglio regionale potrebbero nascere proposte e sollecitazioni su questi temi da portare, laddove ritenuto opportuno, anche nelle competenti sedi nazionali».

Il presidente dell’Osservatorio, Fabio Colella, ha evidenziato «le persistenti problematiche legate all’impiantistica sportiva e al coinvolgimento di tutte le discipline sportive ma anche la possibilità che con i bandi di prossima emanazione si potrebbe pensare ad un sistema premiale che agevoli gli spazi e le società sportive partecipanti che ampliano il ventaglio di proposte sportive sia al maschile che al femminile».

La presidente De Gaio ha confermato «la disponibilità a intraprendere percorsi comuni affinché le pari opportunità, nella più ampia accezione, siano declinate in ogni pratica sportiva divenendo un potente mezzo di promozione umana, solidarietà e sviluppo sociale”. Inoltre, ha espresso «la consapevolezza del faticoso lavoro ancora da compiere perché, se da un lato è stata rivolta maggiore attenzione mediatica alle discipline sportive femminili, citando il caso della nazionale femminile di calcio, è evidente che lo stesso successo sportivo avrebbe avuto una diversa e più consistente risonanza e visibilità se avesse riguardato la squadra maschile. Ecco perché diventa essenziale che governi, federazioni sportive, organizzazioni non governative e società civile lavorino insieme per promuovere politiche e iniziative concrete a sostegno delle pari opportunità nello sport».

Dal canto suo, Giovanni Fedele, nel porgere il proprio saluto alla Commissione in veste di componente dell’Osservatorio ha ricordato la «piena disponibilità a fornire supporto ai due organismi attraverso la struttura che dirige, per eventuali approfondimenti tecnico-giuridici che si rendessero necessari».

In chiusura, sia la presidente De Gaio che il presidente Colella hanno convenuto sulla necessità di concordare strategie comuni che passano attraverso la promozione di programmi di sviluppo per le atlete, la sensibilizzazione attraverso campagne di comunicazione e la promozione di una cultura sportiva più inclusiva e rispettosa.

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