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«Tutto ciò che Rocco voleva»: al via il secondo memorial con il torneo a Bova Marina

Il sorriso dei giovani, l'amore per lo sport, l'aiuto verso il prossimo. Il ricordo di Rocco Tuscano viaggia sulle gambe dei ragazzi: obiettivo raccogliere fondi per le missioni in Uganda

«Tutto ciò che Rocco voleva»: al via il secondo memorial con il torneo a Bova Marina

Ai nastri di partenza la seconda edizione a Bova Marina del memorial dedicato a Rocco Tuscano. Un torneo calcistico, organizzato da un gruppo di ragazzi, che avrà inizio domani, lunedì 17 giugno, per terminare giorno 5 luglio. 20 le squadre partecipanti, 180 giocatori in totale coinvolti e centinaia di spettatori registrati lo scorso anno sugli spalti del campetto “Calogero Bellìa” dell’Oratorio Salesiano del comune jonico.

È stato molto l’aiuto dato ai giovani organizzatori, primo fra tutti Tato, il più “piccolo” dei figli di Rocco che, insieme ai suoi amici fraterni Lele e Ciccio, quest’ultimo giocatore in forze nel campionato appena concluso alla Nuova Igea Virtus, si sono prodigati nella minuziosa organizzazione di tutto l’evento. Entrambi cresciuti nell’Oratorio Salesiano di Bova Marina «che ringraziamo per tutta la disponibilità concessa», dicono, ed entrambi cresciuti sotto l’ala protettiva di Rocco, come altre centinaia di giovani.

Un torneo ed un memorial che, anche quest’anno, si prefissa l’obiettivo nobile di raccogliere e devolvere i fondi per una giusta causa. Lo scorso anno l’intero ammontare, tolte le tante spese affrontate per l’organizzazione – seppur mitigate dal sostegno di sponsor ed amici -, è stato devoluto per il sostegno de “La Casa di Rocco” in Uganda. Una struttura, dedicata proprio alla figura di Rocco Tuscano e nata dalla missione umanitaria del Pediatra Tito Squillaci e di sua moglie Nunziella Cocuzza che, in un villaggio quasi irraggiungibile del paese africano, accoglie e aiuta bambini disabili dandogli dimora ed avviandoli allo studio, garantendo loro una concreta prospettiva di vita che altrimenti sarebbe impossibile. L’importo, pari ad 800 euro per il 2023, è stato molto utile a finanziarne il sostentamento.

I ragazzi quest’anno vogliono fare molto meglio e molto di più. Anche per la seconda edizione il ricavato sarà devoluto al sostegno della struttura in Uganda. Tato e Ciccio sono molto orgogliosi del loro lavoro e, quando lo raccontano, gli brillano gli occhi di luce pura. La luce di Rocco, che è stato un padre per tanti ragazzi, anzi, per tutti i ragazzi, tutti quelli passati dall’Oratorio anche grazie a lui. La sua missione, che adesso cammina nelle gambe dei suoi tanti figli, è quella dell’inclusione dei più giovani ma anche delle persone più grandi, in un contesto sociale che, passando per lo sport e per il teatro, sia sempre quella “Casa che Accoglie” di San Giovanni Bosco.

Proprio come Rocco accoglieva chiunque lo incontrasse, con un abbraccio avvolgente, il sorriso sincero, una parola sempre buona. Un amore verso il prossimo che deve diventare faro per le nuove generazioni. Ed alla domanda su cosa li spingesse a portare avanti questa iniziativa, Tato e Ciccio hanno risposto con il sorriso: «Abbiamo fatto tutto ciò che Rocco voleva», e tanto basta per capire quanto il suo amore sia sempre un esempio per tutti, ancora oggi.

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