mercoledì,Dicembre 2 2020

Coronavirus, a Reggio pronti ad affrontare l’emergenza

A garantirlo è il Prefetto e le autorità che, schierate in prima linea, si stanno già preparando ad affrontare l'eventuale contagio

Coronavirus, a Reggio pronti ad affrontare l’emergenza

Da Reggio Calabria arriva uno stop a inutili allarmismi. Direttamente dal Grande Ospedale Metropolitano dove, in occasione dell’evento voluto per rispondere sull’esigenza di presentare un approccio adeguato alla comunicazione del rischio di contagio da Coronavirus, le autorità locali e in primis il Prefetto Massimo Mariani, hanno chiarito di essere già operativi.

«Siamo attrezzati e tutte le componenti del sistema sono, ovviamente, allertate. In primis le forze dell’ordine che sono in prima linea, soprattutto nei piccoli paesi, insieme agli amministratori comunali che sono responsabili».

A confermare il lavoro sinergico di prevenzione e preparazione, considerando che al momento nessun caso è stato appurato in Calabria, è stato il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà.

Prefetto Mariani e Sindaco Falcomatà

«Noi da un punto di vista istituzionale abbiamo il dovere di coordinare in maniera unitaria tutte le attività di nostra competenza, soprattutto in questa situazione la sinergia situazionale e quella che fa la differenza. Ciò che bisogna evitare di fare e sicuramente inutile allarmismo».

È stato riconosciuto il duro lavoro di chi, come medici, infermieri e personale sanitario, lavora in prima linea. I primi controlli operati dal personale dell’Usmaf in porti e aeroporti per il dottore giù Giuseppe Zampogna al momento sono soddisfacenti.

Dottor Giuseppe Zampogna Usmaf

«Prima il controllo veniva effettuato solo nei centri hub di Malpensa e Roma Fiumicino, adesso, soprattutto a Lamezia e Reggio Calabria. Si sta, inoltre, valutando l’eventualità che questo controllo possa essere esteso anche ad altri voli. Il controllo del porto di Gioia Tauro, invece, è abbastanza serrato, vengono controllati gli equipaggi a bordo di tutte le navi che hanno avuto contatti con porti Cinesi o che sono partiti dalla Cina».