martedì,Novembre 24 2020

Coronovirus, le associazioni all’Asp: «Comprate Tac per Melito e Gioia»

"Comunità Competente" è una rete che in tutta la regione raggruppa volontari e operatori del sistema sanitario e ha lanciato una campagna per l'acquisto delle apparecchiature diagnostiche

Coronovirus, le associazioni all’Asp: «Comprate Tac per Melito e Gioia»

Di Agostino Pantano

Anche per favorire la diagnosidell’infezione da coronavirus si stanno mobilitando le associazioni calabresi impegnate a supporto delle Asp. La rete della cosiddetta “Comunità Competente”, un insieme di decine di gruppi che da anni sollevano il tema della risposta sanitaria efficiente, ha lanciato una campagna con cui si chiede all’azienda di Reggio Calabria di sbloccare i fondi – al tempo destinati – per l’acquisto urgente di due Tac da installare negli ospedali di Gioia Tauro e Melito Porto Salvo.

Si tratta di due nosocomi inseriti nella rete regionale Covid 19, ovvero strutture che in caso di saturazione dei posti letto in terapia intensiva sono stati destinati ai ricoveri. «Noi sappiamo – spiega Stefania Marino – che l’Asp di Reggio Calabria aveva destinato 1.500.000 euro per dotarsi di nuove strumentazioni per la diagnostica. A questo punto abbiamo chiesto a tutti i protagonisti della cabina di regia regionale di attivarsi per sbloccare questo acquisto e destinare ai due ospedali l’attrezzatura che serve».

E in effetti nei due presidi della provincia non sono attualmente installate le Tac e si teme che, ora che è stata decisa una centralizzazione degli acquisti di tutto quel che occorre per fronteggiare la pandemia – con la nomina del commissario Domenico Arcuri – ogni nuova dotazione possa essere bloccata per il superiore interesse nazionale.

«Abbiamo avuto già il sostegno di migliaia di persone – afferma Marino – e attendiamo da un giorno all’altro una risposta dalle istituzioni per quella che ci sembra una proposta operativa e di buon senso». In effetti, l’emergenza di questi giorni sta facendo venire alla luce – caso mai ce ne fosse stato bisogno – anche tanti limiti del sistema sanitario regionale, che nel caso di Reggio Calabria aveva destinato una posta economica quanto mai necessaria in questi giorni in cui si lotta contro il tempo anche per diagnosticare prima possibile il contagio e le conseguenze sui polmoni.      

Lo dicono i medici, in trincea come il primario del grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria, Giuseppe Foti, che servono anche le apparecchiature per la Tac e le associazioni non lasciano cadere il monito.