venerdì,Novembre 27 2020

Coronavirus a Reggio Calabria, il dramma di chi muore e la speranza di chi sopravvive

Al di là del vetro di terapia intensiva il dolore del lutto si incrocia con la forza di chi ne esce vivo. Ecco cosa è accaduto oggi al Gom

Coronavirus a Reggio Calabria, il dramma di chi muore e la speranza di chi sopravvive

Il Coronavirus continua a mietere vittime nella provincia reggina. Salgono a nove i decessi, come comunicato dalla Regione. Un caso in più rispetto a ieri e dal Grande Ospedale Metropolitano arriva la conferma.

Si tratta di un anziano, uno dei primi ricoverati in terapia intensiva che, soffrendo di altre patologie, è stato stroncato dal virus nella mattinata odierna a causa di un’insufficienza multi organo.

Alle brutte notizie, però, sempre dal Gom, arrivano segnali positivi e di speranza. Nel giro di poche ora, infatti, uno dei pazienti ricoverati in terapia intensiva è stato trasferito in malattie infettiva avendo riscontrato un miglioramento. Altri pazienti danno segni di ripresa e la speranza di vincere questa battaglia non manca tra chi, nonostante tutto, rimane in trincea.

Il punto dei casi a Reggio

Quello che si temeva è alla fine accaduto in provincia di Reggio Calabria. 24 casi di contagio a Melito Porto Salvo e un focolaio che ha portato a blindare l’ennesimo comune dell’area grecanica. 

Tutto è partito dal decesso dell’anziano, ricoverato nel reparto di pneumologia del grande ospedale metropolitano, residente nella Casa Famiglia per anziani “Raggio di Sole”, dove a risultare positivi dopo i controlli a tappeto sono stati 10 ospiti su 13 e 6 operatori su 10. A determinare il focolaio anche i casi registrati nella frazione di Pentedattilo dove 8 soggetti, tutti appartenenti allo stesso nucleo familiare, sono risultati positivi

Con questi numeri, ai quali si aggiungono i due decessi a Montebello Jonico, madre e figlio e altri 10 contagi confermati, l’area grecanica resta con il fiato sospeso con ordinanze, relative ai comuni colpiti, che prevedono il divieto di allontanamento dai territori comunalida parte di tutti gli individui presenti, riducendo drasticamente ogni possibilità di socializzazione, limitando al massimo ogni spostamento; il divieto di accesso nel territorio comunale; la sospensione delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità.

Possono entrare ed uscire dai singoli territori comunali gli operatori sanitari e socio-sanitari, il personale impegnato nei controlli e nell’assistenzaalle attività riguardanti l’emergenza, nonché degli esercenti le attività consentite sul territorio 

Limitazioni che fanno ancor più male in attesa che l’intera rete di contatti dei pazienti positivi venga ricostruita per arginare quanto più possibile i contagi. Oggi è lutto nelle due cittadine che provano a ricordare silenziosamente le vittime di questo male invisibile che ha sconvolto la normalità e la quotidianità di questi paesi.