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Ponte e approdi, Caminiti insiste:«Emendamenti Cannizzaro danneggiano Villa e FI è con noi»

Lo spostamento a Sud è un dato cristallizzato all’unanimità in Consiglio comunale perché «l’unico modo per far respirare la città»

Ponte e approdi, Caminiti insiste:«Emendamenti Cannizzaro danneggiano Villa e FI è con noi»

«Non parliamo di un sogno ma di una necessità che la città chiede a voce unanime da oltre 40 anni». È il sindaco di Villa San Giovanni Giusy Caminiti a mettere un freno all’onorevole forzista Francesco Cannizzaro. E lo fa bocciando su tutta la linea un emendamento che «penalizza Villa e i suoi cittadini perché lo spostamento degli approdi a Sud è l’unico modo per far respirare la città».

L’emendamento o la beffa?

L’amministrazione villese ha vissuto tutto come fosse quasi una beffa. Questo considerando che più volte e in diverse occasioni la città ha ribadito di voler liberare il centro città dall’attraversamento dei mezzi.
«Ieri abbiamo letto gli emendamenti che i diversi onorevoli, compresa la reputazione locale, ha presentato ai presidenti delle due commissioni trasporti e ambiente della Camera». Si tratta di 138 emendamenti per la conversione del decreto-legge relativo alla riattivazione della Stretto di Messina Spa.

Richieste contrastanti

«Alcune forze politiche parlamentari come l’onorevole Gallo, già vice sindaco di Messina, ma anche il Partito democratico e i Cinque stelle, hanno chiesto l’inserimento di Villa e Messina nel Cda della società e, soprattutto, hanno chiesto quello che noi abbiamo invocato a gran voce, ovvero un accordo di programma. Un decreto Villa San Giovanni – ha spiegato la Caminiti – che ci permette in primis lo spostamento degli approdi a sud e la riqualificazione di tutto il Waterfront. A fronte di questo, purtroppo, abbiamo registrato un emendamento in senso contrario da parte dell’onorevole forzista reggino Francesco Cannizzaro che, invece, chiede che il Governo autorizzi l’autorità di sistema dello stretto alla rifunzionalizzazione, all’ammodernamento dei porti esistenti».

Una notizia che arriva come sale in una «ferita che questa città comunque sta vivendo». Questo perché, ha spiegato il primo cittadino, non si sta «riuscendo a trovare un accordo proprio con l’autorità di sistema portuale dello Stretto che vorrebbe spendere 34 milioni di euro del Pnrr in un nuovo approdo all’interno dell’area del porto storico».

Una soluzione questa che «non piace alla città non a questa amministrazione comunale. Non è piaciuta al consiglio comunale che nella sua interezza a settembre ha detto sì allo spostamento degli approdi a sud. Non è piaciuta anche successivamente a marzo e quando è stata ripresentata una seconda idea progettuale che non cambia la sostanza. L’autorità di sistema intende localizzare un nuovo approdo per navi bidirezionali all’interno del sito Rfi spostato verso gli approdi privati per la navigazione. Questo non è fattibile perché la città non intende pagare più alcun prezzo di attraversamento nel proprio centro cittadino».

La scelta di Villa

È una posizione netta che non intende fare sconti. Anzi, per l’amministrazione Caminiti questa è una partita che non può essere messa in discussione. E non lo lascia intendere, lo dice chiaramente al deputato Cannizzaro che sul porto Villa non intende patteggiare.

«Noi ieri abbiamo sperato di aver interpretato male questo emendamento anche se purtroppo rifunzionalizzazione e ammodernamento delle opere infrastrutturali esistenti vuol dire porto attuale. Forza Italia si espresse a favore dello spostamento a sud quando abbiamo detto no all’ipotesi di appunto nuovo approdo nell’aria attuale».

Un dato che lascia emergere frizioni comunicative all’interno di Forza Italia? È un dato che il sindaco non esclude ma che si limita ad analizzare confermando che «solo a marzo i consiglieri di minoranza hanno chiesto tempo di fronte alla seconda proposta progettuale dell’autorità di sistema dello stretto. Tempo per interloquire all’interno del circolo e dare una risposta che ad oggi non è ancora arrivata».

A muso duro contro Cannizzaro

Ma non le manda a dire la Caminiti che mantiene il punto e a Cannizzaro rilancia senza esitazione. «Ritengo che rispetto alla richiesta di spostamento degli approdi a sud non ci siano forze politiche. Villa San Giovanni lo vuole da quarant’anni. Tutta la città, il consiglio comunale all’unanimità. Quindi, ritengo che anche i consiglieri di minoranza, che peraltro sono tutti di Forza Italia, non avranno alcuna difficoltà ad associarsi alla richiesta di spostamento degli approdi a sud. Mi auguro che questa non debba essere una battaglia».

E con destrezza la Caminiti passa la palla e fa entrare in gioco il parlamentare leghista Furgiuele. «Essendoci altri emendamenti che parlano espressamente di approdi a sud, mi auguro che in fase parlamentare possa essere l’onorevole relatore del ponte, che può presentare fino all’ultimo secondo prima della votazione in aula l’emendamento finale sulla conversione del decreto-legge, a fare sintesi tra tutte le forze politiche. E a permetterci non di realizzare un sogno ma una necessità. L’unica soluzione per far respirare questa città ma è anche la soluzione logisticamente più intelligente perché è il contraltare rispetto all’approdo messinese di Tremestieri».

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