martedì,Novembre 24 2020

Parco d’Aspromonte, il lungo addio al direttore Sergio Tralongo

In un post su Facebook, il saluto commosso di colleghi ed amici che, ogni giorno, hanno lavorato gomito a gomito col direttore

Parco d’Aspromonte, il lungo addio al direttore Sergio Tralongo

«Ciao direttore, galantuomo, il direttore era un galantuomo. Una persona perbene. Il suo garbo resterà nei nostri ricordi, la sua gentilezza e la sua capacità di comprendere gli altri ci accompagneranno perché non lo dimentichiamo». Così inizia il lungo post su Facebook, nel quale, chi ha conosciuto il direttore del Parco d’Aspromonte, Sergio Tralongo, scomparso improvvisamente, quindi i dipendenti, i collaboratori e chi, ogni giorno, ha lavorato con lui, gomito a gomito, lo ricorda con commozione e con affetto.

Di lui scrivono dalla pagina del Parco d’Aspromonte: «Il direttore era un grande professionista, di indiscusse capacità e di riconosciuto valore. Quello che lui ha seminato ci accompagnerà, perché starà a noi raccogliere. Il direttore raccontava il Parco con ironia e sottile intelligenza, catturava chi lo ascoltava per la sua competenza e per quel modo diretto di conversare anche quando parlava di grandi e importanti temi. Il direttore era un sognatore. Sognava di fare grande il suo Aspromonte, che portava nel cuore da quando era bambino. Il direttore era concreto. Sognava e lavorava per realizzare quei sogni con passione, forza, determinazione e coraggio. Chi lo ha conosciuto ne ha compreso la genuinità, apprezzato la bontà d’animo e la grandezza di spirito, oltre che l’amore per la sua terra che lo ha richiamato. Chi ha lavorato con lui ha compreso le sue capacità e le sue doti, ha trovato non solo un direttore, ma anche un collega, un amico. Sempre attento, sempre corretto e sempre disponibile. Oggi lo salutiamo, immaginandolo in quel cielo che amava scrutare per passione. Perdiamo un grande Uomo, perdiamo un Signore. Mancherà a tutto l’Ente Parco, mancherà alle Comunità, mancherà al popolo dell’Aspromonte. Mancherà alla nostra montagna, ai falchi e alle Faggete, agli scoiattoli e alle Querce. Mancherà a tutti, il nostro Direttore. Nessuno potrà cancellare le sue tracce, disseminate con cura, pazienza, affetto. Tracce indelebili che tutti noi ci impegneremo ogni giorno a rimarcare, affinché non vengano perse. La nobiltà dei valori che ne hanno contraddistinto, non solo l’attività professionale, ma anche e soprattutto i rapporti umani, saranno per noi non un semplice ricordo, ma una guida fulgida. Perdiamo un grande Uomo e un grande professionista che ha messo la sua cultura a disposizione del nostro territorio, proiettando il Parco Nazionale dell’Aspromonte su scenari internazionali: un Parco preso ad esempio positivo nel Mondo per i progetti e per le attività di protezione e valorizzazione del nostro patrimonio ambientale e naturalistico. Ci ha dato fiducia e forse è questo il suo miglior lascito: la fiducia nei confronti delle persone e della sua terra. Ci ha guidato standoci a fianco».

Ed infine «È stato amico, fratello e padre con chi lavorava con lui. Uno al fianco dell’altro, sempre. Ci ha emozionato il Direttore, con la sua passione e la sua capacità di essere presente con discrezione, nelle questioni personali prima che lavorative: la sua spalla e le sue parole ci hanno confortato tante volte. Oggi manca il sorriso, la battuta sagace, lo sguardo, la signorilità. Manca quel che non può tornare, ma che, per fortuna, è stato. E l’accettazione non riesce ad affacciarsi, perché dietro la porta che si apre, ti aspetti ancora di vederlo salutare e sorridere. E ci servirebbe, adesso, una sua frase o un suo sorriso, per confortarci in questo momento di infinita tristezza e di vuoto incolmabile. Ciao Direttore, ciao Sergio, ciao amico, dal nostro e dal tuo Aspromonte».