Itinerari turistici fuori stagione, l’esempio di Marina di Gioiosa e Gioiosa Jonica

Avviati dalle associazioni locali progetti per la valorizzazione e il rilancio di Torre Galea, della Villa Romana del Naniglio e del Castello.
Avviati dalle associazioni locali progetti per la valorizzazione e il rilancio di Torre Galea, della Villa Romana del Naniglio e del Castello.

di Francesco Bolognese

Tanti genitori non ci sono più ed i figli per mancanza di valide opportunità si sono trasferiti, alcuni (i più fortunati) in città, altri invece fuori regione; nel paese d’origine sono rimasti in pochi, perlopiù anziani. Ma questi borghi hanno una storia, un’anima, custodiscono tesori naturali (e non solo) che possono e debbono rivivere in un’ottica non solo demografica, ma anche socio economica. Itinerari turistici credibili non possono prescindere dai tanti borghi reggini dal sapore magno greco. A tal proposito registriamo una interessante iniziativa di Cittadinanzattiva che ha coinvolto, tra gli altri, Marina di Gioiosa Ionica e Gioiosa Ionica. «Si partiva dall’esperienza di gestione della Torre Galea situata nella Marina che, dopo anni di abbandono e degrado, grazie ad una convenzione firmata nel 2017 fra l’associazione locale OrganizzaMUNDI e l’amministrazione comunale, viene finalmente riqualificata e restituita alla collettività, mediante l’allestimento di mostre, visite guidate e rievocazioni storiche». Ebbene «oggi YOUrbanMob in stretto rapporto con l’amministrazione comunale, Cittadinanzattiva, l’Atelier di tesi “Riuso” e l’Università di Reggio Calabria, stanno procedendo ad avviare con gli abitanti un processo di partecipazione attiva per Gioiosa, il paese interno, puntando sulla capacità attrattiva della Villa Romana del Naniglio e del Castello, posti alle due estremità del paese». Su questo “fronte” sono auspicabili risposte da parte degli enti locali (l’iter regionale è in itinere) atteso che «poco più della metà della popolazione mondiale, il 54%, vive in città e le previsioni delle nazioni unite indicano che tale processo è destinato a crescere e che nel 2050 i 9 miliardi di abitanti del pianeta vivranno per il 66% in aree urbane». In ambito nazionale,riferisce Cittadinanzattiva, «l’Italia ha 5.591 comuni sotto i 5000 abitanti, circa dieci milioni di individui pari al 16,6% della popolazione italiana, occupanti il 54,2% della superficie del Paese. Questi piccoli comuni sono presenti in tutte le regioni, con una incidenza diversa nei vari territori (in particolare per Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino, Abruzzo, Molise, Sardegna e Calabria superano l’80%) e quasi la metà di essi ha una popolazione compresa tra i 1.000 e i 3.000 abitanti».