domenica,Novembre 29 2020

Ex stazione Ferroviaria di Lazzaro, due pini minacciano l’incolumità e le infrastrutture ferroviarie e comunali. La denuncia

L'Ancadic ancora una volta si fa portavoce di un problema che potrebbe mettere in pericolo i cittadini: «Impensabile che le persone per compiere il nobile gesto di donare il sangue debbono recarsi in una struttura che non garantisce sicurezza»

Ex stazione Ferroviaria di Lazzaro, due pini minacciano l’incolumità e le infrastrutture ferroviarie e comunali. La denuncia

Riceviamo e pubblichiamo da Vincenzo CREA referente unico dell’ANCADI e responsabile del Comitato spontaneo “Torrente Oliveto”

Scrivo quale Referente unico dell’A.N.CA.DI.C, associazione che promuove e tutela il patrimonio paesaggistico e l’ambiente salubre e la viabilità per segnalare e  chiedere  un’attività  ispettiva  visiva e tecnica  e conseguenziali interventi di messa in sicurezza di due maestosi alberi di pino situati nell’area lato Reggio della ex stazione ferroviaria di Lazzaro, le cui potenti radici di uno di questi  hanno invaso il  locale dato da RFI in concessione a “adspem-FIDAS- Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sanguedi Lazzaro” e frantumato una notevole porzione del pavimento e sullo stesso si nota l’inizio di ulteriori crepe. Quando in un fabbricato si apre una crepa tutta la sua stabilità è compromessa. 

Ulteriore potenziale pericolo per la pubblica e privata incolumità è determinato dai grossi rami del pino che propendono sull’area cortilizia  dell’abitazione sita al primo piano, mentre i grossi rami del secondo albero di pino posto lato Reggio propendono sull’area cortilizia privata di un condominio. 

In caso di crollo di uno o più  rami inevitabilmente verrebbero interessate anche le infrastrutture ferroviarie e quelle comunali tra cui la sottostante strada, l’illuminazione pubblica e la linea aerea elettrica e telefonica sostenute da cavi d’acciaio. 

Mi risulta che tale situazione sia stata segnalata più volte a RFI alla quale sarebbe stato richiesto l’intervento e sebbene sia stato assicurato un sopralluogo tecnico non si è ancora provveduto. E’ paradossale che le persone per compiere il nobile gesto di donare il sangue debbono recarsi in una struttura che non garantisce sicurezza per la propria incolumità.

Pertanto si invita e si diffida l’Ente preposto ad adottare con immediatezza i provvedimenti di specifica competenza a salvaguardia della pubblica e privata incolumità e a tutela della circolazione veicolare. Sono state interessate il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Direzione Generale per il Trasporto e le Infrastrutture Ferroviarie-Divisione 6, il Sindaco del Comune di Motta SG, RFI Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane di Reggio Calabria, la Prefettura e il Comando Carabinieri Forestale di Reggio Calabria, quest’ultimo affinché in sinergia con RFI concordino sulle possibili soluzioni che esistono e che devono essere applicate con professionalità.