venerdì,Ottobre 23 2020

Motta San Giovanni, Mallamaci: «Incendio Comunia, oltre la rabbia, partecipazione e condivisione»

Il consigliere comunale sottolinea il lato costruttivo della vicenda per la comunità: «È un grande momento di crescita al quale ognuno porta il proprio contributo senza prevaricare o criticare l’altro»

Motta San Giovanni, Mallamaci: «Incendio Comunia, oltre la rabbia, partecipazione e condivisione»

«Si sta svolgendo in queste ore e da diversi giorni un sit-in da parte di donne ed uomini determinati ad ottenere  azioni concrete per la risoluzione degli effetti devastanti che ha provocato l’incendio divampato nell’area di Comunia e che ha interessato la discarica comunale e l’attiguo impianto di compostaggio». Lo scrive in una nota consigliere comunale di Motta San Giovanni, Mimmo Mallamaci.

«Vedere ritrovare la voglia di dire la propria in una comunità che da anni si dimostra apatica e rassegnata e farlo manifestando pacificamente per la salute di ognuno di noi e quindi per il bene comune è semplicemente meraviglioso. Avere la voglia ed il coraggio di mischiare le proprie idee con quelle degli altri, condividere rabbia e speranza ha un valore altissimo. È un grande momento di crescita al quale ognuno porta il proprio contributo senza prevaricare o criticare l’altro. Si discute di tutto ed ogni decisione viene assunta dal basso, senza mai perdere di vista l’obiettivo comune. 

E la socialità non è solo virtuale, ma anche reale e trasforma questa esperienza in uno scambio di opinioni ed emozioni difficili da dimenticare. Un bellissimo esempio di cittadinanza attiva, che ha l’audacia di ritagliarsi il proprio ruolo nel provare a guidare scelte politiche e nel promuovere comportamenti ispirati ai principi di una società sostenibile.  Diversi sono i temi affrontati e partecipati da tutti: se i campionamenti, trascorsi 60 gg dall’incendio siano ancora significativi, se l’importo previsto per i  lavori di smassamento siano sufficienti, del perché le Istituzioni locali continuino ostinatamente a snobbare il disagio che ogni uomo e donna sta civilmente rappresentando, della necessità di spingere il più possibile  in questo momento per chiedere la bonifica e non la riapertura della discarica.

L’unica certezza è che senza questo movimento non si sarebbe mosso nulla. Questo momento di democratica protesta dovrebbe essere inteso come uno  strumento utile, per chi governa le sorti del nostro Comune, per raggiungere obiettivi ad oggi inimmaginabili. Ma la condivisione non si è limitata alla sfera degli interessi succitati, si è estesa ad un insieme di valori: cooperazione, rispetto reciproco,  attenzione verso chi, per vari motivi si sente fuori, non integrato, non coinvolto nella vita pubblica. Grazie a chi ha dedicato anche solo qualche minuto a questi autentici momenti di esperienza in comune.

Tutto ciò dovrebbe far riflettere , il destino di ogni comunità dipende dalla capacità di ascolto e dall’analisi di tutti gli eventi che si susseguono.Finalmente è il cittadino al centro del processo decisionale: la sintesi di tutto è Sofia, una di noi, che lotta con il figlio in grembo nella speranza di donargli la vita in un mondo più giusto».