domenica,Giugno 20 2021

Caso Madalina Pavlov, l’avvocato La Scala: «Morta per una storia finita male»

Stamattina a “Storie italiane” su Rai Uno il caso della ragazza di 21 anni morta a Reggio in circostanze tutte da chiarire

Caso Madalina Pavlov, l’avvocato La Scala: «Morta per una storia finita male»

Si riaccendono i riflettori sul caso di Madalina Pavlov. La storia della ragazza morta a Reggio Calabria il 21 settembre del 2012 ai piedi di un palazzo in via Buozzi è tornata in diretta su Rai Uno nella puntata odierna del programma condotto da Eleonora Daniele “Storie italiane”. Accanto alle vicende della piccola Denise Pipitone, della giovane Saman, la ragazza pakistana di cui si sono perse le tracce, c’è anche l’intricata lotta per arrivare alla verità sulla morte delle ventunenne romena in Italia da quando era bambina.

Si parte da un dato Madalina non si è uccisa da sola, ma qualcuno le ha fatto del male. In collegamento da Bari la madre di Madalina, Gabriella Cutulencu e l’avvocato Antonio La Scala, legale del padre di Madalina, Ionel Pavlov. Ricordiamo che da qualche giorno a Reggio Calabria c’è già operativo l’avvocato Giuseppe Gentile per la madre di Madalina.

A raccontare al grande pubblico chi era Madalina Pavlov è Gabriella: «Era come la vedete nella maglietta che indosso: sorridente, piena di vita, studiava, lavorava e aveva tanti progetti nella sua vita. Voglio scoprire la verità col suo sorriso. Chi sa la verità parli, mia figlia non si meritava di morire così».

Daniele e La Scala

Un’immagine quella descritta, non solo dalla madre della giovane, che stride con quella di una persona capace di suicidarsi. Dunque la conduttrice incalza: «Chi avrebbe potuto farle del male?»

Ci sono molti punti oscuri sul modo in cui è morta. Madalina si sarebbe suicidata in un palazzo di cui aveva le chiavi per entrare e addirittura aveva accesso al terrazzo chiuso con un lucchetto.

A fornire delle risposte è l’avvocato La Scala che spiega: «Gli elementi ci sono, dopo anni di indagini il pm ha chiesto l’archiviazione, ma non elementi visto che il giudice ha accolto l’opposizione all’archiviazione e tratta il caso come un omicidio disponendo nuove indagini».

E poi ci sono le tante anomalie. «Una caduta dal sesto piano – aggiunge La Scala – determina lesioni devastanti, incompatibili con quelle riportate da Madalina. Poi non si capisce perché la giovane sarebbe dovuta andare in un palazzo dove non conosceva nessuno, almeno in apparenza. Abbiamo le nostre piste. Ipotesi di nomi che abbiamo segnalato alla procura. Ma chiaramente per dimostrare un omicidio ci vogliono prove».

Si passa poi alle ipotesi sul movente: «Può essere una storia finita male, una storia che non doveva proseguire, un rifiuto finito male. Altri moventi non ce ne sono».

La Scala poi sottolinea che «Alla terrazza poteva accedere solo chi aveva le chiavi. Il palazzo ha degli appartamenti vuoti».

La trasmissione, che non smetterà di occuparsi del caso, si conclude con l’ennesimo appello di Gabriella «Alla città di Reggio perché mia figlia è una ragazza della città, a chi ha visto o sentito ci dica qualcosa, un’indicazione, anche in forma anonima».

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