giovedì,Aprile 15 2021

Progetto Piazza De Nava, guardare al futuro mantenendo la storia

Sul nuovo progetto il dibattito online, organizzato da Patto Civico. Perna: «L’idea consente al museo di legarsi alla piazza escludendo la parte transitabile in auto»

Progetto Piazza De Nava, guardare al futuro mantenendo la storia

Opinioni diverse, nel confronto su Piazza De Nava, organizzato dal Laboratorio politico Patto Civico, ieri pomeriggio su Facebook. Il dialogo è stato introdotto e moderato da Maria Laura Tortorella, già candidata a sindaco con Patto civico.

Ad aprire i lavori lo storico Pasquale Amato che non vede di buon occhio lo stravolgimento dell’assetto attuale della piazza. Nel suo intervento ha riportato opere eseguite in altri luoghi del mondo che hanno modernizzato rispettando il passato. «Ogni Paese cerca di preservare i propri beni – ha spiegato – siamo stati sempre costretti a ricostruire dopo le distruzioni. La piazza ha sua origine più specifica della rinascita dopo il terremoto. Per non parlare del personaggio a cui è dedicata, abbiamo pochi politici che si sono espressi come De Nava, il 1861 ad oggi. La piazza che guarda verso il museo può essere un po’ modificata, ma senza essere stravolta».

Di diverso tenore l’intervento di Daniele Castrizio, storico e docente di Numismatica all’Università di Messina che chiarisce come al momento le priorità dovrebbero essere altre: accelerare sui vaccini ad esempio. Entrando nel merito del precedente progetto e racconta le parole dell’architetto Antonio Giammarusti il cui sogno era realizzare la cittadella dei musei «che partiva inglobando piazza de Nava, prendeva il museo, l’ex Roof Garden, fino alla Rotonda Nervi nella quale lui vedeva la migliore esposizione dei bronzi con lo Stretto sullo sfondo». Progetto che prese le vie della Regione e che fu stoppato dall’assessore Principe che sottolineò senza mezzi termini che per la città dello Stretto non ci sarebbero stati soldi. «Ho visto il progetto dell’architetto Vitetta e a me l’idea piace. Aggiungo che secondo me si dovrebbe comunque fare uno scavo che sarebbe molto più semplice rispetto a ciò che è accaduto nello scavo urbano di piazza Italia – e infine sottolinea che – pur nel tentativo di mantenere la storicità della piazza, c’è da salvaguardare la specularità tra palazzo Piacenti e il palazzo di fronte».

Assente l’assessore Mariangela Cama per impegni istituzionali è intervenuto il vicesindaco Tonino Perna: «Il punto di equilibrio è quello in cui la memoria si coniuga con l’identità. Quest’ultima non è fissa e statica, esiste una pluridentità, l’identità di una città è in divenire, che vuol dire che non si cancella la storia altrimenti si perdono le radici, ma non ha molto senso mummificare il passato. Il progetto è vincente perché sull’onda di grandi musi europei può rendere conviviale il rapporto tra il museo e la piazza eliminando la strada in mezzo. La piazza attualmente è diventata un luogo più di emarginazione, più che vissuto dalla città». Un dialogo che ha rilevato la necessità e l’importanza del confronto per il progetto da 5 milioni di euro, un dialogo che resta comunque aperto in attesa della conferenza dei servizi.

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