martedì,Agosto 9 2022

Paolo Rumiz a Reggio e a Palmi per presentare il suo libro “Canto per Europa”

Domani, alle 18.30, appuntamento a Reggio Calabria, mentre mercoledì alle 20, sarà a Palmi

Paolo Rumiz a Reggio e a Palmi per presentare il suo libro “Canto per Europa”

Ospite del Festival nazionale di diritto e letteratura di Palmi nel 2018, e stregato dalla magica veduta dello Stretto che si gode dal sentiero del Tracciolino, Paolo Rumiz l’aveva promesso: il viaggio di Europa, la protagonista del libro che in quel periodo stava ultimando, si sarebbe concluso proprio sulle rive della Calabria. E così, il noto scrittore e giornalista triestino, vero e proprio autore di culto per i tanti appassionati della letteratura di viaggio – Appia, Trans Europa Express, È oriente, solo alcuni dei suoi titoli più noti e affascinanti – ha mantenuto la promessa.

“Canto per Europa”, la sua ultima fatica letteraria, che racconta della fuga di una giovane profuga siriana – Evropa, appunto – e di quattro amici assetati di miti attraverso il Mediterraneo, che termina con un finale evocativo e inaspettato proprio nel mare cristallino della Costa Viola, verrà presentato a Reggio Calabria e a Palmi. Due gli appuntamenti previsti quindi: domani, alle 18.30, a Reggio Calabria, nella Libreria Ave-Ubik e mercoledì a Palmi, alle 20, nel Teatro Motta, con il prezioso accompagnamento musicale di Aleksandar Karlic.

«Europa è una giovane siriana che scappa dalla guerra e dalla violenza – racconta Rumiz –. Lei sogna ardentemente una terra, la nostra, alla quale noi invece non sappiamo più dare un nome, dimentichi come siamo della sua bellezza, della sua civiltà, della sua storia. Ed è proprio questo suo desiderio bruciante che spinge i quattro amici che la nascondono sulla loro nave, improbabili Argonauti un po’ in là con gli anni, a ritrovare l’orgoglio per chiamare di nuovo la loro terra col nome della giovane».

La trama

L’Europa, imbarbarita e senz’anima, ha dimenticato le sue origini e persino il suo nome. Per ritrovarlo, quattro Argonauti occidentali – nomadi incalliti – battono il Mediterraneo su una barca ultracentenaria portatrice di una grande storia.

Sulle coste del Libano, prendono a bordo una giovane profuga siriana di nome Europa, che chiede di fuggire con loro verso ovest. Da quel momento, rivive in lei la leggenda della principessa fenicia rapita da Giove-toro, mentre il viaggio attraversa le meraviglie del mare aperto ma anche la deriva di un mondo fuori controllo: naufragi, emigrazioni e turismo di massa, conflitti, pestilenze, incendi e alluvioni. Ingravidata in sogno dal re degli dei, la ragazza si svela come la Grande Madre e, nel vedere per la prima volta la sua nuova terraferma, esprime la propria gioia in modo tale che i compagni, commossi, decidono di dare al continente il nome di lei.

La sua epopea li aiuterà a comprendere il senso della loro patria comune: Europa è “il sogno di chi non ce l’ha”, di chi viene da lontano, non di chi la abita. Ma soprattutto Europa è femmina, è una figlia dell’Asia, è una donna benedetta dagli dei, e forse la capostipite di tutti i migranti. In un trittico ideale con Il filo infinito e con i versi dedicati all’eroina de La cotogna di Istanbul, Paolo Rumiz riscrive al femminile l’epica del nostro continente, mescolando mito, viaggio, storia e mistero alle tragedie dell’attualità. È un libro scritto di notte, questo, come tiene a precisare il suo autore, e non è un dettaglio: nel buio, attorno al fuoco, sono nati i racconti delle nostre radici. Di queste narrazioni fondanti Canto per Europa ha il ritmo e il respiro.

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