mercoledì,Dicembre 2 2020

Fibromialgia, endometriosi e depressione: nemici silenziosi che colpiscono le donne

"Credimi", il convegno organizzato dalla Commissione pari opportunità della Città metropolitana

Fibromialgia, endometriosi e depressione: nemici silenziosi che colpiscono le donne

Si chiamano fibromialgia, endometriosi e depressione e sono nemici silenziosi che colpiscono le donne. Se n’è discusso al palazzo Alvaro venerdì scorso, nel corso di un convegno organizzato dalla Commissione pari opportunità della Città metropolitana.

Credimi. Il silenzioso dolore delle donne: depressione perinatale e post partum, fibromialgia ed endometriosi”, organizzato dalla Commissione pari opportunità della città metropolitana, presieduta da Laura Bertullo, con il sostegno dell’Associazione reggina fibromialgia e dell’Unione nazionale consumatori settore società.

C’erano anche Caterina Belcastro, consigliere della Città metropolitana con delega alle pari opportunità, con la testimonianza dell’attivista per i diritti delle donne affette da endometriosi Vania Mento, Laura Sambo medico specializzato in ginecologia e ostetricia, omeopata e Menita Crucitti, psicologa e psicoterapeuta, Angelo Scordo, psicologo e psicoterapeuta.

«La depressione peripartum – spiega Scordo colpisce circa 60mila persone donne all’anno. Ed ha un’invadenza tale da investire l’intero nucleo familiare, ciò che passa sotto traccia è che la sofferenza che la donna vive in questi casi e l’investimento che l’intera famiglia mette in questa condizione di sofferenza che colpisce anche i bambini».

Depressione perinatale e post partum, la terapia

Cosa fare in questi casi? «L’occhio maschile può dare concretezza ad una patologia che va chiamata così a tutti gli effetti. Molte volte le donne credono si tratti di un momento di sofferenza passeggera, dovuta a questa situazione (il parto). In realtà si tratta di una vera depressione che concretizzata da un occhio maschile che vede quelle sintomatologie può dare maggiore enfasi alla sofferenza.

Si può agire con la psicoterapia che cerca di allargarsi all’interno nucleo familiare per stimolare il supporto della stessa. Nei casi gravi un supporto di tipo farmacologico con antidepressivi è necessario. Potete comprendere però la situazione di difficoltà che si genera poiché vanno presi farmici durante l’allattamento che possono influenzare anche l’organismo del neonato.

Le principali associazioni che si occupano a livello mondiale di questa tematica stanno facendo una campagna incredibile per cercare di aumentare gli screening ed individuare il problema. È chiaro che tutto deve partire dalle persone che sono in sofferenza. C’è l’abitudine delle donne di tenere celato questo problema. Lo screening non può far altro che dare risposte di fronte ad una situazione che rivoluziona la vita come la maternità».

Endometriosi, il silenzio del dolore

Tra i mali silenziosi e sottovalutati c’è l’endometriosi che comincia con i dolori mestruali. al di là del dolore normale, può essere il campanello d’allarme. Questo è un dolore invalidante che si estende a tutti i giorni del ciclo. si confonde con un colon irritabile, o si possono avere dolori al nervo sciatico. È una malattia molto complessa.

Un titolo emblematico, “Credimi” «Perchè – spiega Laura Sambo – a volte non si crede alle parole delle donne, a scuola, a scuola di danza, dal datore di lavoro. Invece l’endometriosi è molto grave come malattia, subdola, non ci pensa mai nessuno. Soprattutto se non compresa all’inizio. Invece prima si fanno le indagini per escluderla e poi si pensa ad altro. L’importante è curare le ragazzine, dalla prima mestruazione, le donne mature che vogliono avere figli. Serve che la donna abbia consapevolezza e autocoscienza del problema e possa migliorare con le terapie d’appoggio».

Della sensibilizzazione a quelle patologie che hanno incidenza prevalente nelle donne ha parlato Menita Crucitti che collabora con l’associazione reggina di fibromialgia sottolinea «la difficoltà di queste donne ad essere riconosciute ed ascoltate nella loro malattia che essendo una malattia non riconoscibile dal punto di vista fisico e di indicatori medici, sovente viene sottovalutata».