venerdì,Ottobre 23 2020

Motta San Giovanni, Verduci: «Iniziati i lavori di raffreddamento del compost Ecoservice»

Il primo cittadino a muso duro contro la parlamentare pentastellata Federica Dieni: «Solo prediche»

Motta San Giovanni, Verduci: «Iniziati i lavori di raffreddamento del compost Ecoservice»

«L’onorevole Federica Dieni, deputata del Movimento 5 Stelle, chiede che la situazione dei fumi che si propagano sull’abitato di Motta San Giovanni sia affrontata con competenza e responsabilità. La ringrazio per il suo interessamento, condivido questa sua predica, tanto che con una nota ho già chiesto un maggiore rispetto per le istituzioni, messaggi chiari, nessuna strumentalizzazione o confusione».

A dichiararlo è Giovanni Verduci, sindaco di Motta San Giovanni, che oggi ha seguito l’inizio dei lavori di smassamento e raffreddamento del compost presente presso l’impianto Ecoservice a Lazzaro.    

«La Parlamentare – aggiunge il primo cittadino – che in passato ho anche invitato, ahimè senza successo, a trascorrere le vacanze nel nostro territorio, coinvolta dai miei concittadini giustamente preoccupati e innervositi, ha svolto un sopralluogo dimostrando, tuttavia, di predicare bene ma di razzolare male, di essere priva di quella competenza e di quella responsabilità che invoca. Senza competenza, tanto che non si è accorta che a bruciare non è la discarica di località Comunia, prontamente oggetto di un intervento dei vigili del fuoco, ma il compost presente nei piazzali di un impianto privato (società Ecoservice srl) oggi in amministrazione giudiziaria.

Non si è accorta che, probabilmente, dove si è recata, il suolo che ha calpestato, il cancello che ha oltrepassato, è un’area sotto sequestro, un’area privata e il tutto rende l’intervento più complicato. Non si è accorta che i focolai ancora accesi e fumanti, potenzialmente pericolosi e comunque fastidiosissimi, non interessano rifiuti, il compost non è considerato rifiuto, e non interessano percolato o sostanze nocive, almeno così risulta dopo tutte le analisi e le indagini fatte in questi anni anche dalla Regione Calabria, dall’Arpacal, dall’Asp e dagli stessi vigili del fuoco.

Non si è accorta che l’Amministrazione comunale, in assoluta sinergia con la Prefettura, con le altre istituzioni e gli altri enti, è molta interessata a tutta la vicenda. Che si è già intervenuti in somma urgenza per raffreddare e smassare la parte di compost che creava maggiore fumi. Che oggi è cominciato il nuovo intervento, che è stato già avviato un piano per il monitoraggio ambientale, eseguito da una ditta specializzata, i cui risultati saranno in nostro possesso presumibilmente la prossima settimana. Non si è accorta che sul sito internet del Comune c’è una sezione dedicata all’incendio dove vengono riportati tutti i passaggi di questa triste vicenda».

«La Parlamentare – continua il sindaco –  molto loquace quando c’è da scrivere e parlare del nostro territorio, ignora che il sindaco ha relazionato in occasione dell’ultimo Consiglio comunale e il Presidente del Consiglio comunale, il vicesindaco e l’assessore all’Ambiente hanno incontrato alcuni cittadini (28 agosto) e che il vicesindaco ha poi incontrato nuovamente i cittadini in sit-in presso la delegazione di Lazzaro (26 settembre). Ignora che un legale è stato incaricato per difendere gli interessi del territorio e della comunità e non, come qualcuno vuole fare intendere, per intimorire i mie concittadini di cui condivido timori e paure».

«La Parlamentare – conclude quindi il sindaco Verduci – non è neanche responsabile perché se lo fosse avrebbe parlato e scritto solo dopo essersi documentata, avrebbe letto le carte e avrebbe scoperto che la discarica Comunia, che al momento non è interessata da focolai, è chiusa e che questa Amministrazione comunale è l’unica che concretamente e formalmente ha prodotto atti per evitare la sua riapertura. Da “responsabile”, avrebbe deciso di spendere parole di conforto e non di allarme tra i mie concittadini perché è così che un parlamentare dovrebbe fare, senza rincorrere una perenne campagna elettorale. Se avesse praticato quella “responsabilità” che invoca per gli altri, si sarebbe recata al Comune, avrebbe parlato con gli uffici e con l’Amministrazione comunale, avrebbe potuto visionare il corposo fascicolo e leggere magari anche la lettera inviata al Presidente Nicola Morra, sarebbe stata nostra gradita ospite ma Lei, come si sa, non accetta i nostri inviti».