domenica,Giugno 20 2021

Mobilità, la proposta della Regione: più treni e bus e addio alla metro di superficie

L'unica soluzione per salvare i 100 milioni di euro di finanziamento, dopo il pasticcio del Comune di Reggio, non prevede una mobilità green

Mobilità, la proposta della Regione: più treni e bus e addio alla metro di superficie

Per i cento milioni sulla mobilità sostenibile quasi persi dall’amministrazione comunale di Reggio Calabria era stato invocato l’intervento salvifico dell’assessorato regionale ai Trasporti, unica via per evitare di non vedere neanche un centesimo dei fondi.

Prima ad invocare l’aiuto dell’assessora Domenica Catalfamo erano stati i consiglieri di centrodestra che avevano chiesto un appuntamento immediato a palazzo Campanella con conseguente rassicurazione che ci avrebbe pensato la Regione.

La richiesta d’aiuto alla Regione

Poi al tavolo, lo scorso si era seduta l’amministrazione comunale reggina, con sindaco Giuseppe Falcomatà in prima fila, insieme all’assessora alla Pianificazione urbanistica, Mariangela Cama e al Consigliere Metropolitano delegato Carmelo Versace, persino il segretario generale di Palazzo San Giorgio Demetrio Barreca e i dirigenti Demetrio Beatino e Lorenzo Benestare. Sul tavolo un piano per la mobilità cittadina e parole testuali “un confronto sulle ipotesi progettuali inerenti la programmazione delle risorse per l’implementazione dei sistemi di mobilità urbana per l’area metropolitana di Reggio Calabria”,il tutto finalizzato a “superare eventuali incomprensioni nate attorno al progetto per gli interventi in programma sui 100 milioni del piano Mms” chiariva il primo cittadino ed “elaborare possibili integrazioni ed aggiornamenti ad una proposta che non deve snaturare la filosofia e l’idea inziale di questa progettazione”.

La proposta della Regione

Qual è stata la risposta della Regione? La proposta presentata dalla Regione prevede «l’implementazione di un progetto integrato per il sistema dei trasporti dell’area metropolitana di Reggio Calabria da attuarsi mediante due azioni specifiche. La prima azione prevede il potenziamento dell’offerta dei servizi di trasporto ferroviario passeggeri nell’area metropolitana Villa San Giovanni-Reggio Calabria-Melito Porto Salvo, integrato con i sistemi di trasporto urbani. In sintesi: più treni.

La seconda azione del progetto integrato attiene invece, al potenziamento e alla riqualificazione dei sistemi di trasporto collettivo a scala urbana. In particolare, per la città di Reggio Calabria, attraverso un sistema bus-navette/circolare le principali stazioni ferroviarie, saranno collegate con le aree urbane/quartieri di riferimento, a cui si aggiunge il miglioramento dell’accessibilità delle stazioni ferroviarie, mediante interventi di realizzazione/riqualificazione dei nodi di scambio, dei sistemi tecnologici connessi lungo le principali linee urbane del trasporto collettivo, la realizzazione/completamento di sistemi di collegamento meccanizzati in corrispondenza di particolari nodi di scambio e poli di interesse: sistema ettometrico di Via Giudecca; Torrente Annunziata-Università nonché l’introduzione di biglietto integrato bus urbani/treno.

La metro di superficie non si farà

Riassumendo: più treni e più bus navetta. E addio alla mobilità green. Quindi per la Regione non si farà più la metropolitana di superficie, non si farà più il Brt (ossia l’ultima proposta dell’amministrazione, quella bocciata e differente dal progetto previsto dal Pums).

Praticamente non ci sarà più nessuna metropolitana di superficie. Le cifre delle Regione andranno alle Ferrovie per incrementare treni sulla zona litoranea. Ma queste somme in ogni caso la Regione o la Stato avrebbero dovuto garantirle per i treni e di certo non avrebbe dovuto sostenerne i costi la città.  

E la restante parte del trasporto verrà affidato a bus navette (che si aggiungono a quelli già acquistati dal Comune). Tutti mezzi che di sostenibile non hanno nulla e che comunque risentiranno dell’interferenza con il traffico privato, non risolvendo quindi i problemi cronici dovuti alla congestione da traffico della città. Decisioni prese dall’alto che disconoscono il Pums approvato a Reggio e che non hanno un minimo di analisi dei numeri su cui basare questa scelta. Per buona pace della sostenibilità ambientale e del costo sociale che ne deriva.

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