domenica,Giugno 16 2024

Il marchese Filippuccio

Questa testata non accetta e non accetterà mai intimidazioni di alcun tipo

Il marchese Filippuccio

Secondo Filippuccio Quartuccio, consigliere comunale di Reggio Calabria nonché – ahinoi – delegato alla Cultura della Città metropolitana, la stampa non si deve permettere di fare domande ai politici, seppur di levatura risibile come la sua.

Proprio così: a Filippuccio Quartuccio dà fastidio che un giornalista gli faccia qualche domanda o che, addirittura, si permetta di mandargli un messaggio privato per approfondire una notizia.

Ma Filippuccio Quartuccio non si limita a esprimere civilmente la sua avversione nei confronti della stampa che fa domande; no, lui si arroga perfino il diritto di urlare in mezzo alla strada all’indirizzo dei giornalisti che fanno il loro lavoro, apostrofandoli in questo modo: «Come ti permetti a scrivere un messaggio a un consigliere comunale?». Accipicchia, perbacco. Filippuccio Quartuccio come il Marchese del Grillo: «Lui è lui e gli altri non sono un cazzo».

Il fatto: la nostra brava Gabriella Lax stamattina ha seguito i lavori della commissione Bilancio, che esaminava il (fin qui tormentato) Rendiconto contabile del Comune. La seduta è stata poi rinviata per la mancanza del numero legale. Tra gli assenti, anche Filippuccio Quartuccio. Più che naturale, dunque, che una giornalista seria e scrupolosa coma Gabriella chiedesse a tutti i diretti interessati i motivi della loro assenza, anche considerata l’importanza di approvare in fretta un documento contabile che avrebbe dovuto avere il via libera entro il 30 aprile.

Insomma, chiamare o scrivere a Filippuccio Quartuccio, e non solo a lui, era doveroso, così come doverosa avrebbe dovuto essere la risposta del giovane e altezzoso consigliere comunale, eletto e pagato dai cittadini anche per rendere conto della propria attività. Per un politico non può valere lo stesso diritto alla privacy di un normale cittadino. Invece, Filippuccio Quartuccio ha voluto vestire i panni di Alberto Sordi e ha scambiato il Corso Garibaldi per la famosa osteria del film di Monicelli.

E così, dopo il consigliere Sera – l’impalpabile capogruppo del Pd secondo cui certa stampa «fa politica da quattro soldi» e, pensate un po’, prova perfino a «dettare l’agenda dell’amministrazione comunale»; dopo il sindaco ff Versace – convinto che certa stampa viva solo per fare polemica e per remare contro la città; ecco che emerge un nuovo campione (anzi, campioncino) del centrosinistra locale. Un campioncino di arroganza e superbia.

Nel ribadire, ancora una volta, che questa testata non accetta e non accetterà intimidazioni di alcun tipo, diamo un consiglio a Filippuccio Quartuccio: pensi a lavorare per Reggio, se ci riesce. Ed eviti di alzare la voce, se non vuol fare altre figure barbine.

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