lunedì,Giugno 24 2024

Palmi, a rischio chiusura il Centro diurno Emmanuele: il sindaco scrive alla Regione

Giuseppe Ranuccio chiede un incontro e annuncia: «Ci opporremo alla chiusura con forza e in ogni sede, se necessario rivolgendoci alla giustizia»

Palmi, a rischio chiusura il Centro diurno Emmanuele: il sindaco scrive alla Regione

Si fa sempre più concreto il rischio di chiusura del Centro diurno Emmanuele di Palmi, a seguito dell’avvio del procedimento per la revoca dell’autorizzazione al funzionamento e all’accreditamento istituzionale, della storica struttura – gestita dall’associazione di volontariato “Presenza” – di cui è presidente don Silvio Mesiti. Il Centro, attivo da oltre 25 anni sul territorio, si occupa dell’assistenza agli adulti disabili, e lo scorso gennaio, a seguito di un sopralluogo della Commissione nominata dall’Ambito territoriale sociale di Rosarno – comune capofila dell’area di cui fanno parte anche Palmi, Gioia Tauro, Melicuccà, Rizziconi, San Ferdinando e Seminara – erano state sollevate una serie di prescrizioni relative alla verifica dei requisiti strutturali e gestionali della normativa vigente.

La Commissione ha evidenziato all’associazione Presenza, dodici punti da dover ripristinare secondo i requisiti previsti dalla normativa, nel termine fissato per legge di 30 giorni, trascorso il quale, è trapelata la notizia che sarebbe stato avviato il procedimento di revoca dell’accreditamento che dovrebbe concludersi oggi. Per tale ragione, il sindaco di Palmi, Giuseppe Ranuccio, proprio stamattina ha inviato una lettera all’assessore regionale alle Politiche sociali, Emma Staine, al sindaco di Rosarno, Pasquale Cutrì e alla responsabile dell’Ufficio di Piano Ambito territoriale sociale di Rosarno, Rosa Angela Galluccio. In caso di chiusura, rischierebbero il licenziamento circa 10 dipendenti, mentre i venti disabili, provenienti da diversi paesi della Piana di Gioia Tauro, perderebbero l’essenziale assistenza di cui attualmente usufruiscono.

La lettera

Il primo cittadino ha così esternato la sua preoccupazione attraverso una missiva, sostenendo che si tratta di «una delle realtà sociali più importanti, non solo di Palmi, ma di tutto il territorio calabrese. Non posso che rivolgermi a voi – scrive Ranuccio – per competenza funzionale, unici interlocutori con capacità di incidere sul procedimento amministrativo. Già il 6 marzo scorso, non appena è pervenuta la comunicazione di avvio del procedimento amministrativo di revoca dell’autorizzazione al funzionamento e accreditamento istituzionale del Centro, ho nell’immediatezza scritto al responsabile dell’ufficio di Piano dell’Ambito, Rosa Angela Galluccio, al gruppo tecnico istituito a norma del regolamento regionale e ai colleghi sindaci appartenenti al medesimo ambito, ossia ai primi cittadini di Rosarno, Gioia Tauro, Melicuccà, Rizziconi, San Ferdinando e Seminara.

Quanto ho affermato un mese fa vale, a maggior ragione, oggi: non è pensabile che fredde prescrizioni, confacenti a una burocrazia distante dalla realtà territoriale, possano portare alla chiusura di un servizio indispensabile per la Piana e per l’intera Città metropolitana di Reggio Calabria. Ho anche accolto l’accorato appello dei responsabili dei Servizi sociali dei Comuni di Palmi, Gioia Tauro, Melicuccà, Rizziconi, San Ferdinando e Seminara, che il 26 marzo scorso hanno lamentato tutte le criticità emerse nella gestione dell’Ambito di Rosarno su ogni fronte, dai ritardi accumulati negli avvisi pubblici, ai servizi di assistenza domiciliari, dall’assegno di inclusione all’assistenza educativa domiciliare. E proprio per questo motivo mi sono rivolto a voi per chiedere un incontro utile a evidenziare tutte le problematiche di una gestione che non incontra feedback positivi e che, quasi paradossalmente, appare poi attentissima a chiudere un centro di eccellenza, magari per la necessità o meno di un muro divisorio o di ulteriori prescrizioni già soddisfatte o, comunque, non impossibili da soddisfare».

Detto questo, il sindaco di Palmi sostiene che «non è accettabile la chiusura del Centro diurno Emmanuele, così come non è accettabile la chiusura, quella fredda e burocratica, a ogni soluzione. Allo stesso modo, non mi è ancora chiaro chi si opponga alle soluzioni, tutte di buon senso e a norma di legge, proposte dal Centro. In questo senso, sarebbe auspicabile da parte di tutti – Comune capofila e Regione in primis – un contributo di franca ed estrema chiarezza, oltremodo necessaria in un momento così delicato. Sono stato personalmente a confrontarmi con don Silvio Mesiti, ad apprezzare ancora una volta l’amore che anima chi opera all’interno del Centro Emmanuele. Venite a vedere personalmente cos’è questa straordinaria struttura, a guardare negli occhi chi trova conforto nelle cure amorevoli del Centro.

Non disponete la chiusura di questa importante struttura senza prima averla visitata personalmente. Significherebbe non solo dare un duro colpo ai disabili, alle loro famiglie, agli operatori che ivi prestano la propria attività lavorativa, ma vorrebbe dire certificare un vero e proprio fallimento politico. Contrastiamo, insieme, l’impressione che si stia realizzando una gestione sorda alle vere istanze del territorio e alle esigenze dei più bisognosi. Io ho il dovere, da sindaco e prim’ancora da cittadino di Palmi, della Piana, della Città metropolitana di Reggio Calabria, di rappresentarvi che ci opporremo alla chiusura con forza e in ogni sede, se necessario rivolgendoci alla giustizia. Ciascuno, secondo le proprie competenze, faccia la propria parte: sediamoci a un tavolo e ricerchiamo una soluzione. Veniamoci incontro, troviamo un punto di accordo e consentiamo al Centro diurno Emmanuele di portare avanti, con gli stessi valori rimasti inalterati in trent’anni di attività, questo straordinario cammino. Incontriamoci al più presto e poniamo fine a questa insensata vicenda».

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