domenica,Novembre 29 2020

Ospedale di Polistena: «Utilizzo distorto di mezzi di soccorso»

La denuncia della Uil UilFpl che scrive al prefetto, alla procura della Repubblica, al direttore sanitario dell’Asp e ai commissari straordinari per richiedere dei provvedimenti urgenti

Ospedale di Polistena: «Utilizzo distorto di mezzi di soccorso»

Lo scorso 3 novembre, verso le 9 del mattino la centrale operativa del Suem 118 «avrebbe disposto l’intervento di una ambulanza, allocata presso la postazione di emergenza territoriale di Polistena, il trasferimento di una anziana signora dalla terapia intensiva cardiologica U.t.i.c. del presidio ospedaliero di Polistena ad una residenza per anziani di Rizziconi. Sembrerebbe che tale richiesta riguarderebbe una anacronistica metodologia annoverabile quale fattispecie indecorosa di malcostume tendente, verosimilmente, a ricondurre un servizio pubblico a finalità di ordine esclusivamente personale.Se quanto su appena rappresentato corrispondesse al vero è evidente che si appaleserebbero profili di responsabilità operativi-funzionali ed, altresì, in ambito penale». La denuncia arriva da Nicola Simone, segretario territoriale della UilFpl che scrive al prefetto, alla procura della Repubblica, al direttore sanitario dell’Asp e ai commissari straordinari per richiedere dei provvedimenti urgenti.

L’ospedale di Polistena

Riassume la realtà dei fatti, Simone «il Suem del 118 ha compiti strettamente connessi alla risposta sanitaria pubblica in ambito delle emergenze che si rivelano sul territorio di competenza, filtrate e coordinate dalla centrale operativa la quale dispone l’operatività dei mezzi e degli equipaggi (autista, infermiere, medico) disponibili dislocati in ambito provinciale». Appare chiaro dunque che «l’utilizzo, improprio, distorto, di un mezzo di soccorso è evenienza gravissima in quanto sguarnisce il territorio di un presidio indispensabile di salvaguardia della sicurezza e della vita della popolazione di questa provincia, determina un danno erariale, le cui responsabilità vanno con ogni immediatezza addebitate a chi ne dispone l’illecito impiego. A tale proposito sembrerebbe, che il possibile indebito intervento, abbia suscitato vibrate proteste da parte degli operatori in servizio ed interessati direttamente all’evento, i quali avrebbero, comunque, declinato ogni responsabilità nell’occasione.Nei fatti, il trasferimento della signora da un reparto di terapia intensiva ad una residenza per anziani, sarebbe stato voluto da un dirigente medico il quale ne ha disposto la esecutività nonostante la ritrosia degli operatori in servizio». Chiosa Simone, nel caso in cui «dovesse emergere che la sospetta disposizione, nella circostanza, fosse stata suscitata o indotta dal grado di parentela della paziente con funzionari o dirigenti di codesta azienda il quadro sarebbe oltre che desolante, maggiormente rilevante disciplinarmente e penalmente». E ancora «Non è consentito, infatti, a nessuno utilizzare un bene pubblico per finalità direttamente o indirettamente personali, mettendo irresponsabilmente, peraltro, a serio rischio l’incolumità collettiva. Se quanto denunciato dovesse emergere quale circostanza veritiera, tali dirigenti dimostrerebbero plasticamente di essere indegni di tale nome ed andrebbero, con ogni sollecitudine, deposti da qualunque incarico di responsabilità». Da qui la richiesta della Uil: alla commissione straordinaria ed in particolare al direttore sanitario aziendale «sulla immediata verifica sulle eventuali responsabilità in capo ai propri dipendenti – se gli stessi avessero titolo a dare disposizioni operative in seno al Suem – la conseguenziale assunzione delle misure disciplinari adeguate alla gravità dei fatti esplicitati;all’autorità giudiziaria di voler, qualora lo ritenga, verificare se insistano nella circostanza, condotte rilevanti penalmente».