giovedì,Ottobre 21 2021

Contrasto alla povertà, nasce l’Emporio solidale delle Misericordie

Obiettivo del progetto alleviare il disagio delle persone in difficoltà cercando di rendere l’esperienza dell’Emporio più simile possibile a quella di fare una spesa quotidiana

Contrasto alla povertà, nasce l’Emporio solidale delle Misericordie

Il contrasto alla povertà è da sempre uno degli obiettivi del Movimento delle Misericordie. Per questo la Confederazione Nazionale, con il contributo del Ministero delle Politiche Sociali, ha promosso la realizzazione di 31 Empori Solidali, uno dei quali è stato inaugurato a Reggio Calabria. L’idea centrale del progetto è di alleviare il disagio delle persone in difficoltà cercando di rendere l’esperienza dell’Emporio più simile possibile a quella di fare una spesa quotidiana. L’emporio si trova in via Reggio Campi II tronco n.74.

«Il volontariato e le istituzioni insieme al servizio della persona- spiega Domenico Giani, presidente nazionale delle Misericordie d’Italia -credo che sia fondamentale come senso di un servizio alla legalità, la prossimità alla persona, l’essere noi Misericordie un soggetto intermedio nella società ed avere la possibilità di intercettare i bisogni di tante persone differenti e poterle proporre ai tavoli».

«I numeri sono impietosi necessità – afferma Angelo Cuzzola, presidente della Misericordia Reggio Calabria – perché la pandemia ha messo in ginocchio tutti. Ma proprio durante la pandemia abbiamo pensato di mettere insieme l’emporio. Già come Misericordia avevamo intrapreso un’attività di distribuzione viveri e pasti per le famiglie bisognose. E con l’aiuto di Confederazione nazionale siamo riusciti a realizzare questo progetto che è un punto di partenza per ciò che abbiamo in mente di fare, essere più vicini a chi soffre e alle persone bisognose.

A questo si aggiunge il progetto “Adotta una famiglia”, ogni volontario ha adottato una delle famiglie che segue personalmente con la consegna dei viveri e tutte le necessità. L’Emporio funzionerà in base al modello Isee, decideremo chi sono le famiglie bisognose che con la card potranno venire a prendere i beni di prima necessità».

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