sabato,Maggio 28 2022

Anno giudiziario, Ardita: «Il carcere deve tornare ad essere il punto di partenza dello Stato sociale»

Il componente del Csm, durante il suo intervento, ha rimarcato la necessità di «impedire che una élite criminale mafiosa continui a comandare dentro e fuori dal carcere»

Anno giudiziario, Ardita: «Il carcere deve tornare ad essere il punto di partenza dello Stato sociale»

«La legge di riforma del CSM è una pericolosa sfida per Governo e parlamento. L’adozione di un sistema maggioritario porterebbe bipolarismo, conflittualità e ad un governo “politico” della giustizia non trasparente nei suoi obiettivi e nelle sue dinamiche». È quanto ha dichiarato questa mattina Sebastiano Ardita, componente del Csm durante il suo intervento nel corso dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario.

«Occorre impedire che una élite criminale mafiosa continui a comandare dentro e fuori dal carcere – ha continuato – ed impedire ogni delega verso forme di autogestione della vita penitenziaria. Il carcere è e deve tornare ad essere il punto di partenza dello Stato sociale, deve difendere i deboli e riscattarli secondo i principi del welfare più illuminato. La criminalità mafiosa è oggi il principale nemico del welfare in carcere, come ieri lo era stato il terrorismo.

C’è bisogno di garantismo, ma deve essere un garantismo che parta dal basso, che riguardi i più deboli, che non si presti ad essere utilizzato da chi comanda nella dimensione del crimine mafioso, della grande finanza, o delle responsabilità pubbliche ed istituzionali. Che il garantismo passi anche dall’impedire le gogne, ma mai dalla accettazione che possa essere nascosta la verità».

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