sabato,Dicembre 5 2020

La montagna di Comunia rischia di franare. Crea: «Altro che discarica»

A sollevare l'allarme è Vincenzo Crea referente unico dell’Ancadic responsabile del comitato spontaneo “Torrente Oliveto”

La montagna di Comunia rischia di franare. Crea: «Altro che discarica»

«Mentre continua la telenovela sulla riapertura della discarica comunale di Comunia a servizio dell’impianto di trattamento dei rifiuti di Sambatello, gli abitanti del popoloso centro abitato di Lazzaro trascorrono notti insonni per la paura che possa franare la sovrastante montagna di Comunia e le acque, il percolato, rifiuti e  terra possano giungere a valle e seppellire le loro case».

A sollevare l’allarme è Vincenzo Crea referente unico dell’Ancadic responsabile del comitato spontaneo “Torrente Oliveto”.

«Qualora fosse necessario ribadiamo che non sono le segnalazioni della scrivente associazione a creare allarmismi, bensì è la situazione di pericolo che allarma, e non poco. Sebbene la pericolosità dell’area di Comunia sia stata certificata dai funzionari dello Stato più volte intervenuti  a   seguito di  numerose segnalazioni  della  scrivente associazione, continuiamo ad assistere ad un girare a vuoto di carte senza registrare interventi a tutela della salute e incolumità pubblica. 

In data 11 luglio 2018 abbiamo segnalato importanti movimenti franosi in accelerazione in località “Muscia”, sulla sinistra orografica del Torrente Saitta, ma nulla è stato fatto. Nonostante la grave situazione di pericolo e il ripetersi di frane e smottamenti di terreno in località Comunia si insiste, senza voler sentire ragione, a riaprire la discarica in questione a servizio dell’impianto di trattamento dei rifiuti di Sambatello, senza tener conto della situazione di grave pericolo che incombe sui cittadini  e dell’ inquinamento delle aree circostanti alla discarica che minaccia la salute pubblica. 

Al riguardo si richiama fortemente ancora una volta l’attenzione degli Enti che sono chiamati a determinarsi sul progetto rimodulato in sede di conferenza di servizi convocata per il prossimo 2 dicembre, a revocare il parere favorevole già espresso nella  conferenza dei servizi del  25 luglio 2018, anche perché, seppur vero che per quanto riguarda il parere relativo al dissesto idrogeologico e igienico sanitario ci sono gli Enti preposti a determinarsi, è altrettanto vero che, e oltre alle norme di legge lo richiede la logica delle cose, in una situazione che determina pericolo per l’incolumità e la salute pubblica gli Enti interessati dalla conferenza dei servizi non possono ignorare tali criticità, sebbene non direttamente chiamati a determinarsi. Secondo questa associazione l’Azienda Sanitaria Provinciale deve determinarsi sul progetto in questa fase e non successivamente, giacchè il progetto della riapertura della discarica nell’area di Comunia non è sostenibile dal punto di vista igienico sanitario in quanto l’area determina pregiudizio sulle componenti ambientali e sulla salute pubblica. 

Infatti, la contaminazione dell’area a valle della discarica risulta dal verbale relativo al tavolo tecnico del 2 marzo 2018, tenutosi presso la Città Metropolitana di Reggio Calabria e dal Piano di Caratterizzazione –Piano concettuale  preliminare-, tanto  che  sono  in corso  da  parte   della regione Calabria   le procedure sull’intera area di Comunia per individuare l’estensione, la sorgente, la diffusione dell’inquinamento e gli eventuali responsabili dello stesso. In conclusione, si rinnova la richiesta di realizzare con urgenza opere a protezione dell’abitato di Lazzaro Centro, di procedere all’annullamento della conferenza dei servizi prevista per il prossimo 2 dicembre, di mettere in sicurezza la discarica in questione, di predisporne la definitiva chiusura e di cercare un altro sito idoneo alla realizzazione di una nuova discarica di servizio, nel rispetto di tutte le condizioni e prescrizioni attinenti. In merito sono stati attivati le istituzioni competenti, nessuno un giorno potrà dire: io non sapevo, io non volevo».