giovedì,Aprile 15 2021

Motta, Crea insorge sulla discarica Comunia: «Le istituzioni hanno memoria corta»

Il referente dell'Ancadic ricostruisce la storia riportando alla luce le motivazioni che rendono la discarica pericolosa

Motta, Crea insorge sulla discarica Comunia: «Le istituzioni hanno memoria corta»

«Oltre alle recenti certificazioni dell’ex Dirigente della Protezione Civile regionale, Carlo Tansi, anche il geologo della ex Provincia di Reggio Calabria che il 12 marzo 2004 ha effettuato un sopralluogo presso la discarica di Comunia aveva certificato ”nell’augurata ipotesi che il fenomeno non si verifichi mai, rimane comunque il fenomeno erosivo determinato dalle acque di ruscellamento con conseguente alta probabilità che parte dei rifiuti stoccati possano essere trascinati a valle dalle acque meteoriche. Pertanto risulta indispensabile procedere ad una più idonea canalizzazione delle acque, al ripristino del materiale eroso ed, eventualmente, ad un semplice consolidamento mediante inerbimento dei gradoni”. Ed ancora, nella zona posta immediatamente a monte della discarica sì è riscontrata la presenza di un deposito di fanghi organici parzialmente interrati».

Mantiene alta l’attenzione sulla paventata riapertura della discarica Comunia il referente dell’Ancadic Vincenzo Crea.

«L’area interessata dal deposito ricade all’interno del bacino idrografico del torrente Oliveto ed è posto in sinistra idrografica del torrente stesso, mostra evidentissimi segni di instabilità sotto il profilo del rischio frana. Dalla documentazione video acquisita dalla Guardia di Finanza possono infatti notarsi ampie ed estese fessurazioni di trazione del coronamento del pendio. Tale situazione di pericolo è sicuramente da imputarsi alla presenza di fanghi organici che, per propria natura, tendono a consolidare sotto l’effetto del proprio peso. La condizione di rischio potrebbe diventare maggiormente elevata quando, in conseguenza di eventi meteorici, il peso del sistema tende ad aumentare per la presenza di acqua. Infine, si tiene a precisare che la condizione di rischio generale risulta amplificata dal possibile effetto diga che si verificherebbe in caso di evento franoso considerato che la zona in frana sottende un vallone affluente del torrente Oliveto.”

Anche l’Azienda Sanitaria U.S.S.L n. 11 di Reggio Calabria, con nota del 21/03/2003 diretta al Sindaco del Comune di Motta SG e al Comando Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Reggio Calabria nel verbale di sopralluogo effettuato presso la discarica di Comunia in data 5/3/2003 scrive tra l’altro. Si evidenzia la possibilità, atteso che la discarica risulta realizzata in posizione sovrastante e limitante rispetto al Torrente Saetta, che in caso di eventi idrogeologici il contenuto della discarica possa franare ed interessare eventualmente le abitazioni poste a valle. Rispetto a questa eventualità nonché al dimensionamento delle varie strutture intrinseche alla discarica ( idoneità geologica della zona interessata, idoneo dimensionamento dei tubi relativi al biogas e della vasca del percolato, corretto posizionamento delle geomembrane, presenza nelle vicinanze di pozzi per la captazione di acque potabili) risulta necessario acquisire, per una completa valutazione, i relativi atti autorizzativi”».

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